dove c’era lo spaccio rinasce la legalità
Ci sono luoghi in cui la memoria non è un mero esercizio di retorica, ma una leva per trasformare la realtà. Il 23 maggio del 1992 trecento chilogrammi di tritolo sventravano l’autostrada A29 a Capaci, portando via il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
A 34 anni da quel giorno che ha cambiato la storia d’Italia, Roma ha scelto di fare memoria in uno dei suoi spazi più simbolici e complessi: il Campo dei Miracoli di Corviale, il centro sportivo e sociale già visitato in passato dal Presidente della Repubblica.
L’occasione è stata il “Memorial Falcone e Borsellino“, un torneo di calcio che ha unito il ricordo dei magistrati simbolo della lotta alla mafia a un traguardo concreto per il quartiere.
Durante la giornata, infatti, sono state inaugurate due nuove aree del quadrante, strappate a anni di incuria e piazze di spaccio per essere ufficialmente riconsegnate alla comunità. Un passo storico per la realtà di Calciosociale, che da anni opera in un territorio difficile, spesso teatro di intimidazioni e criminalità.
Presenza e cura contro l’emarginazione
All’evento ha preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha sottolineato il legame profondo tra la cura del territorio e il contrasto alle mafie.
«Onorare l’anniversario di Capaci a Corviale significa legare il ricordo ad azioni concrete di riscatto», ha dichiarato il governatore. «Dove regnano l’abbandono e l’isolamento, le organizzazioni criminali trovano terreno fertile. Dove invece lo Stato e le istituzioni portano attenzione, cura e aggregazione, l’illegalità è costretta ad arretrare».
Rocca ha voluto ricordare il sacrificio non solo di Falcone e Paolo Borsellino, ma di tutti gli uomini e le donne delle scorte caduti nei due attentati del 1992: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. «Servitori dello Stato che hanno difeso fino all’ultimo la libertà di tutti noi».
Il Premio Legalità alle donne in divisa
La giornata ha vissuto un altro momento di forte valore istituzionale con la consegna del Premio regionale “Legalità contro tutte le mafie”. Quest’anno il riconoscimento è stato interamente dedicato alle donne delle forze dell’ordine che si sono distinte in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio laziale.
La lezione dei due magistrati palermitani, che rivoluzionarono i metodi investigativi dimostrando che la mafia poteva essere colpita al cuore, resta più attuale che mai.
«Le mafie oggi cambiano pelle per adattarsi alla società contemporanea, e noi abbiamo la responsabilità di non disperdere quell’eredità», ha concluso Rocca.
«La legalità si difende con le indagini della magistratura, ma si costruisce ogni giorno offrendo ai giovani una strada diversa, creando opportunità e luoghi sani di aggregazione, proprio come sta accadendo oggi qui a Corviale».
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