Donate ventotto televisioni al nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto
In alcune stanze del nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri sono arrivate ventotto nuove smart tv. Un dono di Città della Speranza all’Azienda Ospedale-Università di Padova, reso possibile grazie al gruppo Vega, che mira ad alleviare le degenze dei pazienti e agevolare l’assistenza da parte dei familiari.
«La nostra mission principale è la ricerca – commenta il presidente di Fondazione Città della Speranza Marino Finozzi -. Ma desideriamo anche fare il possibile per garantire la migliore assistenza ai bambini e le loro famiglie in queste difficili e lunghe situazioni di degenza e di cura. Quindi siamo particolarmente felici quando possiamo intervenire come in questa occasione con la donazione dei televisori che speriamo potranno rendere meno pesante possibile la quotidianità dei piccoli e delle loro famiglie. Ringraziamo il gruppo Vega che ci è accanto da tempo, per averci consentito di effettuare questo gesto».
«La donazione di questi televisori – sottolinea la professoressa Alessandra Biffi, direttrice dell’Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova – ha risposto sicuramente a una delle domande più frequenti dei genitori da quando ci siamo spostati nel nuovo ospedale pediatrico veneto “Salus Pueri”. Mancava la presenza di uno schermo che aiutasse a passare un po’ del tempo che quando si è qui dentro è molto lungo. E quindi, senz’altro pazienti e genitori sono stati estremamente felici per questo dono come lo siamo noi».
«Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Fondazione Città della Speranza per la donazione effettuata al reparto di Oncoematologia Pediatrica: un gesto di grande attenzione e sensibilità nei confronti dei piccoli pazienti e delle loro famiglie – aggiunge il direttore generale dell’Azienda Paolo Fortuna -. Le televisioni installate nelle stanze di degenza rappresentano, infatti, un aiuto concreto per rendere più sereno e meno monotono il tempo trascorso in ospedale. Per un bambino costretto a vivere una parte della propria quotidianità lontano da casa, isolato fisicamente dagli amici e lontano dalle proprie abitudini, la possibilità di accedere in alcuni momenti della giornata a contenuti di intrattenimento può aiutarlo a rompere la monotonia ed essere stimolo di crescita».
«Sono proprio i piccoli gesti capaci di incidere concretamente sulla qualità della permanenza in ospedale a testimoniare quanto sia prezioso prendersi cura non soltanto degli aspetti strettamente sanitari, ma anche del benessere complessivo dei bambini – conclude Fortuna -. La sinergia con le associazioni e con le fondazioni è quindi un prezioso punto di collegamento tra ospedale e comunità: non una sovrapposizione, ma un’integrazione utile a migliorare gli spazi e l’esperienza di cura».

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