Sport

Dominio Pogacar. Rubio si schianta a causa dei tifosi


Alpe D’Huez – Mai Tadej Pogacar aveva vinto su quella salita un tempo definita “mistica e mitica”, teatro ormai di un carnevale che poco ha a che vedere con la bicicletta — o forse molto, il fenomeno deve ancora essere studiato –. E così la difficoltà maggiore della maglia gialla è stata farsi largo tra mani protese, telefonini, bandiere, striscioni, fumogeni, schizzi d’acqua, norvegesi che facevano la Viking row, olandesi nostalgici dei tempi che furono, danesi orfani di Vingegaard. Orfano di un avversario lo è anche lui, Tadej, ora che Evenepoel è finito a 7’11” in classifica ed è il primo del mondo parallelo in corsa per il podio.

Pogacar: “Correvo per i mie compagni”

L’Alpe d’Huez è un nuovo capolavoro nel museo di casa Pogacar, uno dei più sudati per quello che si è detto, ma anche per la tenace resistenza di Lenny Martinez e Richard Carapaz, ripresi ai -1800 metri, ma staccati solo un km più tardi. «È la mia prima vittoria qui. L’atmosfera è stata incredibile per tutta la giornata. È stato merito di tutta la squadra, che alla fine è riuscita a portare a termine il piano. Correvo per i miei compagni». Le voci di un virus sono state scacciate via e anche Adam Yates, uno dei più malconci, è stato importante nel cuore della salita, quando Tadej era già rimasto solo. «Vederlo lì è stato quasi commovente, ha avuto tanti problemi in questi giorni».

Ancora l’Alpe d’Huez

Un minuto e 15 secondi è quanto Pogacar avrebbe dato al Marco Pantani del 1995, quando il Pirata stabilì il record dell’Alpe d’Huez (36’40”), rimasto imbattuto per 31 anni, i più bui del ciclismo, quelli di Armstrong, Ullrich, Riis. Là dove non c’era una strada, i corridori se la sono costruita facendo lo slalom tra piedi e aste di bandiere. Il colombiano Rubio, in fuga nel gruppo di Carapaz e Martinez, ha sfondato con la testa il lunotto posteriore di un’ammiraglia della UAE, costretta a frenare all’improvviso a causa dei tifosi. Si è ritirato con tagli profondi sul viso. E chissà com’è andata a quelli più staccati, non protetti dalle moto della gendarmerie e dal favore delle telecamere. Le conseguenze del troppo amore, o del troppo alcol. Oggi sull’Alpe d’Huez si arriva dal Col de Sarenne, ma prima ci sono Croix de Fer e Galibier.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »