Trentino Alto Adige/Suedtirol

Dolomiti sotto pressione, Transdolomites rilancia una strategia comune – Cronaca



BOLZANO. Un’alleanza ampia e strutturata per affrontare il futuro delle Dolomiti partendo dalla mobilità. È la proposta rilanciata dall’Associazione Transdolomites, che torna a chiedere un salto di qualità nelle politiche per il territorio dolomitico, patrimonio mondiale dell’umanità dal 2009. Un ecosistema straordinario ma fragile, messo sotto pressione soprattutto dal traffico intenso nei periodi di maggiore afflusso turistico. L’obiettivo indicato è duplice: ridurre l’impatto ambientale della mobilità e migliorare la qualità dell’esperienza per residenti e visitatori.

Nel novembre 2025 Transdolomites aveva proposto di “istituzionalizzare” un percorso comune, superando i confini amministrativi, attraverso la creazione di un gruppo di lavoro per una Alleanza per le Dolomiti. Un tavolo condiviso che coinvolga Province di Bolzano, Trento e Belluno, Comuni, aziende di promozione turistica, forze dell’ordine, associazioni di categoria e ambientaliste, società di impianti a fune e operatori della mobilità. Il nodo centrale resta il traffico, locale e transfrontaliero, che non può essere affrontato con interventi frammentati: servono scelte politiche forti e una visione di respiro europeo.

In questo contesto si inserisce il segnale arrivato da Roma a inizio gennaio 2026. La Segreteria di Presidenza di UNCEM ha contattato Transdolomites manifestando disponibilità a un confronto congiunto, mettendo al centro i territori montani e chi li vive quotidianamente. Un’apertura significativa da parte dell’organizzazione che da oltre sessant’anni rappresenta Comuni ed enti montani, coprendo oltre metà del territorio nazionale e più di dieci milioni di abitanti.

Per Transdolomites la mobilità è la sfida decisiva dei prossimi decenni. Pianificare oggi significa guardare almeno ai prossimi cinquant’anni, considerando consumo di suolo, energia ed emissioni: il settore dei trasporti pesa per circa il 30% delle emissioni complessive, con il trasporto su gomma responsabile della quota maggiore. In un contesto di cambiamenti climatici che colpiscono in modo accentuato le Alpi, l’associazione chiede di fermare nuove strade e puntare con decisione sul ritorno delle ferrovie di valle nel cuore delle Dolomiti, integrando treno, trasporto pubblico locale e impianti di risalita in un’unica strategia, sul modello svizzero, per governare i flussi e ridurre l’impatto ambientale.




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