Divieto nei luoghi pubblici e pene più severe per i matrimoni forzati

Divieto del velo integrale nei luoghi pubblici, controlli sui finanziamenti esteri ai luoghi di culto, nuove sanzioni contro i certificati di verginità e pene più severe per i matrimoni forzati. Sono alcuni dei punti della proposta di legge presentata questa mattina, lunedì 26 ottobre, a Chieti dalla deputata Sara Kelany, responsabile nazionale del dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia e prima firmataria del provvedimento attualmente all’esame della Camera.
L’incontro si è svolta al Gran Caffè Vittoria, alla presenza dei senatori Etelwardo Sigismondi e Guido Liris, della capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Carla Di Biase e di Mario Colantonio, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive per la Camera nel collegio di Chieti del 15 e 16 novembre.
«Una battaglia di civiltà e di difesa dell’Occidente, perché nessuna cultura o religione può diventare il pretesto per mortificare l’identità e la libertà di una donna», ha dichiarato Kelany, illustrando gli obiettivi dell’iniziativa legislativa, che il partito presenta come uno strumento per contrastare l’integralismo islamico e tutelare i diritti delle donne.
La proposta si articola in cinque interventi. Il primo riguarda la tracciabilità dei finanziamenti provenienti dall’estero e destinati ai luoghi di culto, mentre il secondo prevede la possibilità di chiudere quelli nei quali vengano diffusi messaggi di odio. Le altre misure comprendono il divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici, l’introduzione di una specifica fattispecie di reato legata al rilascio dei cosiddetti certificati di verginità e l’inasprimento delle pene per i matrimoni forzati.
«Non c’è alcuna intolleranza religiosa – ha sottolineato la parlamentare -. La tutela dei diritti e della sicurezza viene prima di tutto. Vietare che una donna debba nascondere il proprio volto, contrastare pratiche violente e umilianti come i certificati di verginità e rafforzare le pene contro i matrimoni forzati significa difendere la libertà e la dignità femminile».
Kelany ha richiamato anche la vicenda di Saman Abbas, la giovane uccisa nel Reggiano, utilizzandola come riferimento per la necessità di rafforzare la tutela delle donne. «Vogliamo che non ci sia mai più nessuna Saman in Italia. Mettiamo nero su bianco un principio semplice: non può esistere alcuna giustificazione culturale o religiosa che mortifichi l’identità della donna».
La proposta di legge, presentata alla Camera nell’agosto 2025, è attualmente in corso di esame parlamentare. Le disposizioni illustrate a Chieti rappresentano dunque misure proposte e non norme già entrate in vigore.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il senatore Etelwardo Sigismondi, che ha allargato il discorso alle politiche sulla sicurezza e agli interventi del governo.
«Dal primo giorno il governo Meloni lavora per garantire maggiore sicurezza agli italiani – ha dichiarato -. Significa dare più uomini e strumenti alle forze dell’ordine e norme capaci di tutelare realmente i cittadini e i territori».
Sigismondi si è soffermato anche sulle recenti manifestazioni di protesta. «Nessuno mette in discussione il diritto alla protesta o allo sciopero, ma quando si distruggono attività, si rompono vetrine o si devasta una città, non siamo più di fronte a una protesta: legalità e sicurezza devono essere garantite».
Il senatore Guido Liris ha invece sottolineato il significato politico dell’iniziativa, sostenendo che il tema della tutela delle donne possa raccogliere adesioni anche oltre gli schieramenti di appartenenza.
«Voglio ringraziare le tante donne che, al di là della propria collocazione politica, stanno scegliendo di sostenere questa battaglia e vedono in Fratelli d’Italia un punto di riferimento su temi che riguardano libertà, diritti e dignità», ha affermato.
Liris ha inoltre richiamato le origini familiari egiziane di Kelany, sostenendo che l’iniziativa non sia rivolta contro una cultura o una religione. «Non c’è alcuna preclusione culturale o religiosa, né una battaglia ideologica contro qualcuno. C’è, al contrario, una battaglia per qualcosa: per la libertà, per i diritti delle donne e per quei principi di civiltà nei quali crediamo».
La conferenza stampa si è conclusa con l’annuncio di una campagna di mobilitazione a sostegno della proposta di legge. Fratelli d’Italia organizzerà gazebo in Abruzzo e nel resto del Paese per raccogliere le firme dei cittadini.
«Stiamo portando questa battaglia tra la gente – ha spiegato Sigismondi -. Fratelli d’Italia sarà presente con i suoi gazebo in Abruzzo e in tutta Italia per raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge. Vogliamo che su libertà, sicurezza e tutela dei diritti delle donne arrivi un segnale forte anche dai cittadini. Sono temi sui quali non intendiamo arretrare».
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