Distacco: Il nuovo prog del trio milanese :: Le Recensioni di OndaRock
A distanza di 4 anni tornano i milanesi Accauno con una nuova fatica, confermando la formazione di sempre, ovvero Andrea Tosini alla voce, chitarre e synth/sequencer, Mattia Paneroni al basso e cori e Beppe Pianesi alla batteria. Questa volta, se si esclude la presentazione del concept dell’album in retrocopertina a cura di Giulia Caramella, l’album non prevede collaborazioni esterne al terzetto, a testimonianza di una compattezza voluta e che ritroveremo concretizzata nel risultato finale.
Il concept dell’album, dato dal titolo e dalla rielaborazione della celebre Cappella Sistina messa in copertina, si ritrova ovviamente nei testi: il distacco è quello tra le aspettative e i traguardi, tra i desideri immaginati e quelli di cui veramente avremmo bisogno, e nelle relazioni affettive, tutte genesi di insoddisfazione e incomunicabilità.
Pur confermando l’approccio ambizioso nella stesura dei brani, in questo album gli Accauno si focalizzano più sulle melodie, su atmosfere sospese o suadenti, e su ritmiche più diritte e briose. Attenzione, però, questo non significa che i tre abbiano messo da parte perizia tecnica e virtuosismi, demandati soprattutto alla sezione ritmica, più venata di influenze jazz nel basso di Paneroni, più potente e rockettara nella batteria di Pianese, mentre Andrea Tosini sovrappone alla chitarra strati di synth e sequencer i quali, uniti al lavoro dei tre sulle sonorità dei rispettivi strumenti, e tenendo conto che stiamo parlando di un terzetto, conferiscono agli arrangiamenti una ricchezza che ha del prodigioso.
Il citazionismo, già in passato esplicitato, è tanto palese quanto stillato con buon gusto, esemplare ad esempio la chitarra gilmouriana che introduce “Essere voi”, mentre i rimandi al progressive di ben nota matrice estera e italiana raramente si rivelano pleonastici o stucchevoli, semmai contribuiscono a riconoscere le già note capacità di linguaggio musicale del terzetto.
Le sonorità più vicine alla new wave, d’altro canto, in questo nuovo disco ricordano più i risultati raggiunti, ad esempio, da gruppi come Bluvertigo e Scisma nel decennio d’oro dell’indie italiano cioè negli anni 90, mentre in brani come “Disperso” sono chiare le atmosfere radioheadiane filtrate da un gusto però più introspettivo e meno amaro.
Gli episodi più riusciti sono, oltre alla già citata seducente e introduttiva “Disperso”, la già citata “Essere voi”, il brano dotato del ritornello più accattivante e di immediata presa e impreziosito da uno splendido assolo di chitarra, “La madre”, con i suoi cambi di ritmo e intensità, la più tipicamente progressive “Il labirinto” dove i tre danno sfogo a tutto il loro giocoso bagaglio di tecnica e personalità, e per finire la dolcissima e conclusiva “Un angelo”, testimonianza di come i tre abbiano la stoffa non solo dei gruppi progressive e indie italiani più noti, ma anche degli autori più classici del canzoniere italico e la potenzialità per raggiungere un pubblico più vasto senza sacrificare le indispensabili ambizioni nella scrittura e nelle esecuzioni.
29/11/2025




