Umbria

Disabilità, Regione presenta Piano d’azione con 14 milioni in più: «Manovra è servita anche a questo»


di Dan.Bo.

Superare un approccio frammentario per adottare una strategia integrata che metta al centro la persona, rimuovendo le barriere fisiche, culturali e sociali che limitano la piena partecipazione alla vita comunitaria delle persone con disabilità. È questo il cuore del piano d’azione «Umbria per tutti», presentato mercoledì a Perugia dalla presidente della Regione Stefania Proietti e dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. Il Piano punta alla piena attuazione dei diritti delle persone con disabilità, con l’obiettivo di rendere l’Umbria una regione più inclusiva e accessibile, proponendo un modello replicabile a livello nazionale. La strategia integra diverse iniziative precedentemente frammentarie, mettendo al centro la persona e i suoi diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione Onu.

Cos’è Il progetto si basa sulla completa realizzazione del Progetto di vita individuale (previsto dal Governo nel 2024 con un decreto), utilizzando risorse provenienti da diverse fonti, tra cui fondi europei, bilancio regionale, programmi per l’inclusione scolastica e supporto ai caregiver. L’obiettivo è garantire servizi essenziali e opportunità concrete di partecipazione sociale, autonomia e dignità. Per il triennio 2026-2028, la Regione ha stanziato oltre 14 milioni di euro aggiuntivi, destinati al rafforzamento dei servizi: «La manovra fiscale – ha rivendicato Proietti – è servita anche a questo».

La platea

I pilastri Il piano si articola in quattro pilastri strategici, coerenti con la Convenzione Onu in materia: vita indipendente, mobilità e accessibilità universale, istruzione, formazione e lavoro, e diritto alla salute. Gli interventi previsti riguardano l’istruzione con scuole inclusive e supporto educativo personalizzato, l’integrazione socio-sanitaria, l’abbattimento delle barriere fisiche e culturali, l’inclusione sociale a tutti i livelli e percorsi personalizzati per l’inserimento lavorativo. Su questo ultimo fronte De Rebotti ha ricordato che il lavoro «è un pezzo fondamentale del progetto di vita» e che l’obiettivo è creare posti di lavoro stabili e qualificati. Con Arpal, in particolare, si sta lavorando a tre avvisi che riguarderanno, tra le altre cose, la transizione scuola-lavoro, la formazione e i tirocini e non solo. De Rebotti ha annunciato poi che anche negli altri bandi rivolti alle aziende ci saranno incentivi per le assunzioni.

La rete Il Piano prevede inoltre una rete di servizi coordinata tra enti, terzo settore e stakeholder. Una parte centrale del progetto riguarda la governance e il monitoraggio, con un sistema integrato tra sanità e sociale, pensato per valutare costantemente i progressi e individuare le aree di miglioramento, creando un modello dinamico e replicabile. «”Umbria per tutti” – ha detto Proietti – non sarà qualcosa di immutabile». «Sarà – le ha fatto eco la direttrice regionale della sanità, Daniela Donetti – un lavoro dinamico per capire dove possiamo migliorare, dove sbagliamo e dove possiamo essere un punto di riferimento».

I fondi Le risorse complessive disponibili includono quelle del Fondo sociale europeo, del Piano per la non autosufficienza 2025-2027 dal bilancio regionale, quelle destinate alla «Dopo di noi», il Fondo autismo, i fondi per l’inclusione delle persone sorde o con ipoacusia e le risorse per il Progetto di vita individuale. Complessivamente, rispetto alla precedente amministrazione, gli stanziamenti aggiuntivi ammontano a oltre 14 milioni di euro.

Proietti e De Rebotti Proietti ha definito il piano «un percorso partecipato che ha un inizio ma non ha una fine» e ha spiegato: «La pianificazione non è immutabile ma si modifica giorno per giorno, facendo ordine tra i tanti rivoli e strumenti a disposizione per semplificare la vita delle famiglie e i rapporti tra comuni e zone sociali». «L’inclusione – ha detto invece De Rebotti – è un processo dinamico che significa appartenenza e cittadinanza piena, e il lavoro ne è una componente essenziale». Tre milioni e mezzo di euro, in particolare, sono destinati «all’inserimento lavorativo stabile e qualificato», sostenendo percorsi personalizzati in collaborazione con terzo settore, imprese e parti sociali.

Tagliaferri A intervenire è stata anche la consigliera regionale Bianca Maria Tagliaferri, presidente dell’Osservatorio regionale per i diritti delle persone con disabilità: «L’Osservatorio – ha ricordato – è parte integrante di questo percorso e lavora in stretta connessione con la governance regionale. I quattro gruppi di lavoro rappresentano uno spazio vivo di confronto e di competenze, in cui associazioni, istituzioni e mondo accademico collaborano insieme».

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