Diritto al commiato anche per atei e laici: storico accordo tra FederCelebranti e Socrem Genova

Genova. Ieri è stato siglato l’accordo tra So.Crem Genova e FederCelebranti, che si occupa a livello nazionale di offrire un servizio professionale per i cosiddetti riti di passaggio: nascita, matrimonio, morte. L’accordo è stato firmato dal presidente genovese di So.Crem, Ivano Malcotti, e dalla presidente di FederCelebranti, Renata Crea. L’accordo prevede anche l’organizzazione di corsi di formazione per il diploma di celebrante, che si terranno a Genova. Il punto di partenza è che oggi le società si riconoscono anche attraverso i loro riti. Momenti che costituiscono momenti nei quali una comunità attribuisce significato all’esperienza individuale e la trasforma in memoria collettiva. Tra questi, il rito funebre occupa una posizione peculiare: esso non riguarda soltanto chi ci lascia, ma soprattutto coloro che restano, chiamati a confrontarsi con la perdita e a ricostruire, attraverso il ricordo, il senso di una presenza che si trasforma in memoria.
“Obiettivo della convenzione lavorare insieme e fare anche corso di formazione; faremo anche momenti di incontro. Uno dei nostri obiettivi è intervenire sulla cultura delle persone. Fare capire che le persone possono avere una ritualità anche laica“, fa notare Crea. Nelle società occidentali contemporanee, e in Italia in particolare, il rapporto con la morte sta attraversando una profonda trasformazione. L’indebolimento delle appartenenze tradizionali, l’affermarsi di una sensibilità sempre più attenta all’autodeterminazione individuale e il crescente pluralismo culturale e religioso hanno modificato il modo in cui molte persone concepiscono il commiato e la commemorazione.
In questo scenario si colloca la progressiva diffusione della cremazione, fenomeno che non può essere interpretato esclusivamente come una scelta tecnica o economica. La cremazione rappresenta, sempre più spesso, l’espressione di una diversa concezione del rapporto tra individuo, società e ritualità. “La cerimonia laica contemporanea si configura così come uno spazio narrativo e relazionale nel quale la memoria viene condivisa, elaborata e restituita alla comunità. Attraverso il racconto della vita vissuta, la lettura di testi significativi, la partecipazione di familiari e amici e la valorizzazione delle relazioni umane, il rito recupera la sua funzione originaria: costruire significato attorno a un evento che, pur appartenendo alla dimensione privata, coinvolge inevitabilmente la collettività”, puntualizza Malcotti.
Da questa prospettiva, la collaborazione con FederCelebranti assume un significato che va oltre la semplice convenzione operativa. Essa rappresenta l’incontro tra due realtà che condividono una medesima attenzione alla dignità della persona e alla libertà di coscienza. Da un lato, la tradizione laica della cremazione, storicamente legata ai valori dell’autodeterminazione e del pluralismo; dall’altro, una professionalità orientata a costruire percorsi commemorativi fondati sull’ascolto, sulla competenza e sulla personalizzazione.




