Liguria

Diede della “putt…” sui social alla sindaca Salis, pagherà 5000 euro: ed è solo il primo

Genova. Uno dei “leoni da tastiera” che qualche mese fa aveva insultato sui social la sindaca di Genova Silvia Salis dandole della “putt…”erano i giorni in cui l’amministrazione comunale lanciava la sperimentazione dell’educazione sessuo-affettiva negli asili – dovrà risarcire la stessa Salis con 5000 euro.

Chi mi ha dato della puttana sui social alla fine pagherà – annuncia la sindaca con un video – in questi giorni abbiamo definito il risarcimento di 5000 euro della prima delle tante querele contro chi ha usato parole violente e degradanti nei miei confronti sui social media. È l’ora di far capire un messaggio molto chiaro, chi diffonde odio sui social deve essere punito. L’odio va trasformato in bene”.

La somma, spiega Salis, sarà devoluta in beneficenza, in parte al centro antiviolenza Mascherona, in parte all’associazione Per Non Subire Violenza e in parte a Casa Pandora Margherita Ferro. Anche i futuri risarcimenti, che la sindaca si dice certa arriveranno, saranno versate con fini analoghi.

Generico maggio 2026

Non possiamo fare passare il messaggio che la violenza verbale sulle donne sia una goliardata social, perché noi donne subiamo sempre una doppia violenza: a una donna non si contesta mai il ruolo che ricopre, ma come si veste, come appare, quali sono le sue scelte nella vita privata. È un modo per delegittimarci continuamente all’interno della società”, aggiunge Salis.

Negli ultimi mesi sono diverse le querele fatte partire da Salis attraverso i suoi avvocati e contemporaneamente alle querele sono state inviate anche proposte di risarcimento.

“Ho fatto questa scelta perché ogni giorno donne che lavorano e operano in tutti i contesti, non solo quello pubblico e politico, subiscono questo tipo di violenza. A un uomo si dice che è uno s*****o, che è un prepotente, mentre a una donna dici che è una “Barbie” o che è una p*****a. È un meccanismo tossico alimentato da uomini, ma purtroppo anche da alcune donne, che ha l’obiettivo di svilire il ruolo della donna nella società, di imporle il silenzio, di ridimensionarla”.

“Denunciare si può e si deve, reagire si può e si deve, e i risultati di oggi sono tangibili e lo dimostrano. Anche se questa violenza passa attraverso uno schermo, continuerò a reagire e a denunciare. Continuerò a trasformare l’odio in bene per la nostra comunità“, conclude Silvia Salis.

Il Centro Antiviolenza Mascherona in una nota “rivolge il suo grazie più sincero e profondo alla sindaca Silvia Salis per aver scelto di destinare al nostro centro parte della somma versata a seguito di un episodio di odio sui social. Un gesto che va oltre il valore economico e assume un significato potente: trasformare l’odio in sostegno, la violenza delle parole in un aiuto concreto per le donne che ogni giorno trovano in noi un luogo di ascolto, protezione e rinascita”.

“È un segnale chiaro e coraggioso – proseguono dal centro – che afferma con forza come l’odio non possa restare senza conseguenze, ma debba essere ricondotto a responsabilità, consapevolezza e solidarietà.
Questo atto rappresenta non solo un contributo importante per le nostre attività, ma anche un messaggio culturale: le parole hanno un peso, le azioni costruiscono il futuro”.




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