Depuratore di Parghelia, il Tar condanna Regione e Ato: maxi risarcimento da 205mila euro al Comune
La prima sezione del Tar di Catanzaro ha condannato, in solido, la Regione Calabria e l’Ato (Ambito territoriale ottimale) di Vibo Valentia al risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Parghelia per il cattivo funzionamento, per anni, del depuratore di località La Grazia. I danni da risarcire – in accoglimento di un ricorso dell’amministrazione di Parghelia – sono stati quantificati dai giudici amministrativi in 205.921,62 euro, oltre agli interessi legali, e fanno riferimento ai pregiudizi patrimoniali derivanti dalla gestione dell’impianto di depurazione La Grazia, delle stazioni di sollevamento e delle apparecchiature a opera della società Cosenza Crati. Tale ultima società era già stata condannata al risarcimento dal Tribunale di Vibo prima e dalla Corte d’Appello poi, con separato giudizio.
Il Tar, nel condannare la Regione Calabria e l’Ato di Vibo a risarcire il Comune di Parghelia in qualità di proprietario dell’impianto di depurazione consortile La Grazia (utilizzato anche dai Comuni di Tropea e Zaccanopoli), ha stabilito che alla riconsegna delle strutture (impianti, apparecchiature e stazioni di sollevamento) vi erano evidenti anomalie, disfunzioni e danni per via della presenza di rifiuti ancora da smaltire derivanti da sabbia, fanghi pompabili e palabili. Regione Calabria e Ato non avrebbero quindi attivato i propri poteri di vigilanza sulla gestione degli impianti di depurazione affidati alla società Cosenza Crati. Tale «contegno omissivo», secondo il Tar avrebbe inciso sul deterioramento degli impianti di depurazione presenti nel territorio di Parghelia (tra le più note località turistiche del Vibonese), determinando un risarcimento del danno patrimoniale nei confronti del Comune.
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