Emilia Romagna

depositato il progetto di legge in Emilia-Romagna – Forlì24ore.it

Un testo per blindare i percorsi e garantire tempi certi dopo i ricorsi contro le delibere della scorsa legislatura

Il dibattito sul fine vita torna al centro dell’agenda politica in Emilia-Romagna con un’iniziativa che punta a dare forza legislativa a un percorso finora affidato ad atti amministrativi. I gruppi consiliari di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Civici hanno depositato formalmente in Assemblea Legislativa un progetto di legge per regolamentare l’accesso al suicidio medicalmente assistito sul territorio regionale. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di superare la fragilità delle delibere varate nella scorsa legislatura, finite nel mirino di ricorsi al Tar, offrendo ai cittadini un quadro normativo più stabile, omogeneo e al riparo da contenziosi giuridici.

Il provvedimento si intitola “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”. La proposta mira a standardizzare le verifiche mediche e legali, affidando l’intero percorso alle strutture del Servizio sanitario regionale, che erogherà le prestazioni gratuitamente. Tra le principali novità organizzative figurano la nascita delle Commissioni di Valutazione Multidisciplinari di Area Vasta (CoVam) e l’integrazione nei nodi decisionali del Comitato Regionale per l’Etica nella Clinica (COREC).

I firmatari della proposta (Paolo Calvano e Alice Parma per il PD, Simona Larghetti e Paolo Trande per AVS, Lorenzo Casadei per il M5S, Vincenzo Paldino e Giovanni Gordini per i Civici) hanno espresso la volontà di rendere i diritti sanciti dalla Consulta pienamente esigibili, criticando al contempo il Parlamento per l’assenza di una norma nazionale. Secondo i consiglieri, in mancanza di una legge statale, la Regione ha il dovere di intervenire per evitare disparità di trattamento e per non lasciare le famiglie in uno stato di incertezza. Il testo rimarca inoltre la centralità delle cure palliative, l’obbligo di un’informazione completa per il paziente e il suo diritto a revocare la richiesta in qualsiasi momento.

Nel presentare il progetto, gli esponenti di maggioranza hanno voluto rivolgere un ringraziamento pubblico all’Associazione Luca Coscioni, riconoscendone il ruolo chiave nel mantenere vivo il confronto istituzionale sul fine vita. L’atto passa ora al vaglio delle commissioni assembleari competenti, che daranno il via all’iter prima dell’approdo definitivo nell’aula di Bologna.


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