Economia

Dazi Usa ridotti, è salvo l’export della pasta

Roma – La pasta è salva. L’export del prodotto simbolo dell’Italia negli States sarà sì tassato, ma l’amministrazione Trump ha deciso di alleggerire le tariffe definitive. Risultato raggiunto grazie al pressing della Farnesina e del ministro Tajani, oltre che della Ue, su Washington per rivedere una scelta che avrebbe danneggiato il comparto. Basta un numero per capire la portata della scelta del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti rispetto ai 13 marchi di pasta made in Italy accusati di dumping: il taglio dei dazi salva un export che vale mezzo miliardo di euro. E per Coldiretti e Filiera Italia «scongiura il rischio di favorire le imitazioni e penalizzare le imprese tricolori». La situazione avrebbe potuto favorire pratiche di Italian sounding che riducono, ancor più delle stesse tariffe, le quote di mercato per le aziende nostrane.

La pasta Garofalo vede ridotta la tassa al 7%, rispetto al 91,7% della decisione preliminare del settembre scorso e al 13,89% della decisione post-preliminare di dicembre. Alla Molisana viene applicato un dazio del 2,65%, prima era del 91,7% e poi al 2,26%. La tariffa per le altre undici aziende interessate dalla procedura è del 5,21%, prima era al 91,7% e poi al 9,09%. «Un grande risultato per il comparto pasta negli Stati Uniti — dice Tajani — un segnale positivo per il prosieguo del dialogo con le autorità statunitensi sulle questioni economiche e commerciali Italia-Ue-Usa».

La partita non è finita. Gli Stati Uniti hanno avviato indagini sulle politiche commerciali scorrette dei Paesi terzi. Un modo per aggirare la sentenza della Corte Suprema che impone lo stop ai dazi, ma la Ue e l’Italia confidano nel rispetto dell’intesa al 15%.


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