Lazio

danneggiato il sottopasso appena inaugurato

Non è durata neppure ventiquattr’ore la soddisfazione per la riapertura del sottopasso del Quadraro.

A poche ore dal taglio del nastro, il tunnel che collega i Municipi V e VII è stato danneggiato da un atto vandalico che ha preso di mira uno degli elementi simbolo della riqualificazione: il cordolo della nuova pista ciclabile.

Un episodio che riaccende il tema della tutela delle opere pubbliche e riporta al centro del dibattito la fragilità delle infrastrutture urbane appena restituite alla città.

Un’opera attesa dopo l’incendio del 2023

Il sottopasso era rimasto chiuso a lungo dopo il rogo che nel 2023 ne aveva compromesso la sicurezza strutturale.

L’intervento appena concluso non si era limitato al ripristino statico, ma aveva introdotto un progetto di ammodernamento complessivo: illuminazione potenziata, messa in sicurezza e uno spazio dedicato alla mobilità ciclabile, con separazione fisica dalla carreggiata.

Proprio quel cordolo di delimitazione è stato danneggiato da ignoti, compromettendo la protezione dei ciclisti e rendendo necessario un nuovo intervento tecnico.

I sopralluoghi e la stima dei danni

Sul posto sono intervenuti i tecnici del Dipartimento Lavori Pubblici per effettuare le verifiche e quantificare l’entità del danno. L’attenzione è concentrata sul fissaggio e sulla stabilità della barriera divisoria tra traffico veicolare e percorso ciclabile.

Sarà necessario procedere con un ulteriore intervento di ripristino, prima che la situazione possa peggiorare o mettere a rischio la sicurezza degli utenti più vulnerabili.

La condanna del Campidoglio

Dura la reazione dell’assessora ai Lavori Pubblici di Roma, Ornella Segnalini, che definisce l’episodio «grave e inaccettabile».Colpire un’infrastruttura strategicasottolineasignifica incidere sulla quotidianità di migliaia di residenti che ogni giorno attraversano il tunnel per spostarsi tra via Tuscolana e via Casilina”.

Sulla stessa linea il presidente della Commissione Lavori Pubblici, Antonio Stampete, che chiede un rafforzamento dei sistemi di controllo e videosorveglianza nell’area: “Il rispetto dei beni comuniaffermava garantito anche attraverso una presenza più incisiva e strumenti di monitoraggio adeguati”.

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