Umbria

Dall’Irap al bollo, in Umbria ok al disegno di legge che riordina le agevolazioni per il Terzo settore

La giunta regionale ha adottato in via definitiva il disegno di legge sugli interventi in materia di tributi regionali che aggiorna le agevolazioni fiscali per gli enti del Terzo settore, adeguando la normativa umbra alla riforma nazionale che ha introdotto il Registro unico nazionale del Terzo settore. Il provvedimento interviene in particolare su Irap e tassa automobilistica regionale, con l’obiettivo di garantire continuità ai benefici fiscali per le realtà sociali e sociosanitarie del territorio.

Le novità L’iniziativa nasce dalla necessità di recepire le novità introdotte dal Codice del Terzo settore. Dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, è stata soppressa l’Anagrafe unica delle Onlus e gli enti interessati hanno dovuto transitare nel nuovo sistema del Runts per mantenere la qualifica di ente del Terzo settore e continuare ad accedere alle agevolazioni previste. Il disegno di legge punta quindi a riordinare il sistema regionale dei benefici tributari, sostituendo i riferimenti ai vecchi registri ormai non più operativi e armonizzando la disciplina umbra con quella nazionale. L’intervento è stato costruito attraverso un percorso di confronto con gli enti del Terzo settore impegnati in ambito socio-sanitario e con il mondo della cooperazione regionale.

Irap Tra le misure principali figura la rimodulazione dell’Irap. Per gli enti iscritti al Runts che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di assistenza sanitaria, assistenza sociale residenziale e assistenza sociale non residenziale, corrispondenti ai codici Ateco 86, 87 e 88, l’aliquota viene fissata all’1,50 per cento. Per gli enti che svolgono attività istituzionali non commerciali riconducibili alle altre organizzazioni associative è prevista invece un’aliquota del 2,98 per cento. Restano inoltre confermate le agevolazioni già in vigore per il sistema cooperativo. Le cooperative sociali di tipo A continueranno a beneficiare dell’aliquota Irap all’1,50 per cento, mentre per le cooperative sociali di tipo B rimarrà l’azzeramento dell’imposta. Confermata anche l’aliquota del 2,98 per cento per le cooperative di lavoro.

Il bollo auto Il provvedimento aggiorna anche le norme sulla tassa automobilistica regionale. Le esenzioni dal pagamento del bollo auto continueranno a essere riconosciute ai veicoli appartenenti alle associazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale, agli enti del settore sanitario e sociale e alle organizzazioni di protezione civile. Per accedere al beneficio sarà però necessaria la regolare iscrizione al Runts oppure, nel caso della protezione civile, all’elenco territoriale regionale del volontariato. Vengono inoltre introdotte regole più precise per la gestione delle richieste di esenzione. Se l’istanza verrà presentata entro 30 giorni dalla scadenza del pagamento, l’agevolazione avrà effetto già per il periodo d’imposta in corso. Oltre questo termine, invece, decorrerà dall’anno successivo.

Controllo Un altro capitolo del disegno di legge riguarda l’individuazione del soggetto obbligato al pagamento della tassa automobilistica. La normativa rafforza il collegamento tra l’obbligo tributario e le risultanze del Pubblico registro automobilistico, con l’obiettivo di rendere più efficaci le attività di controllo e accertamento. In caso di trasferimenti di proprietà non registrati, il pagamento continuerà a gravare sul soggetto che risulta intestatario del veicolo nei pubblici registri. Nel complesso, la manovra comporterà un impegno finanziario per il bilancio regionale di 275 mila euro all’anno a partire dal 2026, destinato a compensare le minori entrate derivanti dalle agevolazioni fiscali.

Bori e Barcaioli «Il disegno di legge che abbiamo licenziato in giunta regionale non è una semplice misura tributaria, ma una precisa scelta politica a difesa del nostro tessuto sociale», scrive in una nota di Palazzo Donini il vicepresidente della Regione con delega al Bilancio, Tommaso Bori. «Proteggere chi fa innovazione sociale e garantisce inclusione significa redistribuire benessere e creare uno scudo a difesa dei più fragili». Per l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, «l’adeguamento della normativa regionale consente di mantenere strumenti importanti per sostenere queste attività e dare continuità a un patrimonio di competenze, impegno e solidarietà diffuso in tutta l’Umbria». Dopo il via libera della giunta, il ddl sarà ora trasmesso al consiglio regionale per l’esame e l’approvazione definitiva.

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