Dalla Casa di Carta alla Giostra. In arrivo ospiti a sorpresa ad Arezzo
Il primo a svelarsi è stato Darko Perić, l’attore che nella serie La Casa di Carta ha interpretato Helsinki. Origini serbe, ma naturalizzato spagnolo, Perić è diventato famoso al grande pubblico proprio per aver fatto parte della banda in tuta rossa, guidata dal Professore, che ha assaltato prima la Zecca di Stato di Spagna e poi la Banca Spagnola. Sarà qui per rubare la Lancia d’Oro? Intanto si è perfettamente calato nell’atmosfera aretina cenando ieri sera all’Agania dove ha scattato la foto con i proprietari Lapo e Andrea Lodovichi che sui social hanno commentato ironicamente “per fortuna stavolta l’unica cosa che è sparita… era quella nei piatti.”

E’ proprio lui uno degli attori, anche di stampo internazionale, che l’amministrazione comunale ha contattato e invitato in città nel weekend magico della Giostra del Saracino, edizione 150, e della Fiera Antiquaria di settembre al Prato Monumentale per vivere un’esperienza ed essere veri e propri testimonial.
Sono già tutti arrivati ad Arezzo, si stanno presentando alla stampa in una cerimonia in cui vengono insigniti di essere Madrine e Padrini della Giostra del Saracino ricevendo in omaggio il Grosso di Arezzo.
Oltre a Darko Peric, ci sono le attrici Claudia Gerini, Debi Mazar, il performer e produttore tedesco Felix Maximilian, attrice e autrice Yassmin Pucci Pahlavi, l’attore e regista Tony Schiena, il dj Luca Agnelli, la cantante e autrice Valeria Altobelli, lo chef Antonio Lorenzon.
Questa sera saranno ospiti ognuno di una cena propiziatoria dei quattro quartieri per vivere l’atmosfera vera di attesa della sfida sulla lizza e i suoi momenti più caldi. Poi domani saranno in Piazza Grande per assistere al torneo cavalleresco e alla conquista della Lancia d’Oro.
Il progetto Madrine e Padrini della Giostra del Saracino
Il progetto, in co-organizzazione con la Fondazione Arezzo Intour, nasce con l’obiettivo di invitare personalità di spicco del panorama internazionale dell’arte, del cinema, della musica e della cultura, non come semplici spettatori, ma come veri e propri partecipanti attivi della nostra vita cittadina. Questa iniziativa segna inoltre un’importante apertura e promozione della Città di Arezzo verso il mondo del cinema e delle produzioni internazionali. I nostri illustri ospiti vivranno la Giostra a tutto tondo: prenderanno parte con entusiasmo alla tradizionale cena propiziatoria, si immergeranno nel clima vibrante dei quartieri nei giorni antecedenti la sfida e presenzieranno infine in Piazza Grande per assistere alla Giostra vera e propria. La 150ª edizione della Giostra di settembre porta con sé una felice concomitanza: la Fiera Antiquaria. Abbiamo così l’onore di fargli scoprire uno dei mercati antiquari più belli e antichi d’Italia, offrendo un’esperienza turistica e culturale irripetibile. In segno di gratitudine per la loro presenza e per suggellare il legame con la città, l’Amministrazione e il Sindaco hanno fatto quindi dono a tutte le Madrine e i Padrini che hanno accettato di prendere parte a questo ambizioso progetto, il “Grosso di Arezzo”, la storica moneta della città, simbolo tangibile del nostro straordinario patrimonio medievale. In merito a questa importante iniziativa, il Sindaco di Arezzo Marcello Comanducci ha dichiarato: “La Giostra del Saracino non è soltanto la nostra rievocazione storica più amata, ma il cuore pulsante dell’identità aretina. Con il progetto ‘Madrine e Padrini’, in occasione di questa storica 150ª edizione e grazie al lavoro sinergico con la Fondazione Arezzo Intour ed alla collaborazione di Michela Scolari, vogliamo aprire le porte della nostra città al mondo, creando un ponte speciale con la grande industria del cinema. Questi straordinari talenti internazionali non si limiteranno a guardare: diventeranno aretini a tutti gli effetti, vivendo l’attesa, i colori e la passione della nostra gente. Poter unire a questa magia anche la suggestione della Fiera Antiquaria ci permette di mostrare il volto più autentico e affascinante di Arezzo. A ricordo di questa esperienza abbiamo donato loro il ‘Grosso di Arezzo’, simbolo delle nostre radici, con l’augurio che possano portare un pezzo della nostra aretinità ovunque li conduca la loro arte.”
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