Basilicata

Dal Pollino all’Aspromonte l’eolico della discordia

ANTONIMINA – Via libera alla prima pala eolica nella Locride e intanto c’è chi resiste e frena. La prima turbina, una colonna bianca alta circa centoventi metri, svetta da pochi giorni sopra un’altura di Antonimina, ai confini del Parco nazionale dell’Aspromonte, tra il monte Tre Pizzi e la rocca di Gerace. E’ a circa un chilometro dal borgo locrideo, ma è ben visibile persino dalla costa. Un “monumento” nel bel mezzo delle famose pietre aspro montane, della ricchezza naturale e artistica dei luoghi.

Tutto ciò non ha lasciato insensibili coloro che della cura dell’ambiente ne fanno una vera e propria “mission”. Il coordinamento “No eolico Calabria” ha chiamato a raccolta nelle scorse settimane un nutrito gruppo di persone, che si sono ritrovati alla periferia del paese per “protestare” in maniera pacifica contro l’impianto eolico.

“La manifestazione di Antonimina, ennesimo episodio della reazione contro il massacro del territorio che sta montando in tutta la Calabria – ha scritto in una nota il Movimento Terra e libertà -, ha rivendicato la necessità e l’urgenza di un approccio complesso alla crisi ecologica, declinata invece dai sistemi di comando economico esclusivamente come cambiamento climatico e problema energetico”.

Niente da fare, i lavori sono andati avanti e tra poco più di un mese, la prima pala eolica della Locride entrerà in funzione. Energia green per tutti? Nemmeno a parlarne, sottolineano in molti: i cittadini di Antonimina continueranno a pagare le bollette come sempre. In cambio, qualche intervento “compensativo” nel comune, come la sistemazione del piazzale del cimitero e quella della strada interpoderale che porta alla spianata realizzata nei mesi scorsi per sistemare l’impianto, utile soprattutto a fare passare i mezzi di cantiere, composto da personale arrivato tutto da fuori.

E se Antonimina “piange” Agnana non ride. A qualche chilometro più a nord, altra tappa del “Cammino basiliano”, altra tappa dell’eolico che avanza. E raddoppia. Anzi, di più. Previste nella zona di Monte Scifo, un parco suggestivo e affascinante, dall’etimo ebraico, la massima altura prospiciente al mare Jonio dell’intero comprensorio, cinque torri eoliche. La società scandinava Statkraft, il più grande produttore di rinnovabili d’Europa, tramite la milanese Ski, ha presentato da tempo alla Regione Calabria il progetto per la realizzazione del parco eolico di Agnana. Qua il comune vuole vederci chiaro, dopo che è venuto a conoscenza della questione solo di recente, in seguito ad un incontro con gli ingegneri della ditta milanese. Tutto è in fase di valutazione.

Ad Agnana si è svolta già una prima conferenza di servizio. Un’altra è stata programmata, in attesa di alcune integrazioni alla pratica richieste dal comune, che pensa alle possibili ricadute a favore della comunità. Per ora si stanno vagliando le carte per capire l’entità delle opere di compensazione che dovrebbero essere realizzate sul territorio comunale. E anche in questo caso è alto l’allarme dei comitati ambientalisti. “Il sito su cui vogliono costruire l’impianto – ha dichiarato il presidente dell’Osservatorio ambientale diritto per la vita, Arturo Rocca -, passa proprio sul percorso del ‘Cammino Basiliano’, la serie di percorsi escursionistici che collega i parchi del Pollino, della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte”.

Energia green va bene, ma gli ambientalisti continuano a ripetere che “l’ecologia è rispetto del territorio, delle sue peculiarità storiche, archeologiche, ambientali e non predazione di queste ricchezze”. In Calabria il “vento vola” e con esso i piani espansionistici della Statkraft, che lancia il motto: “Il mondo ha bisogno di energia rinnovabile e noi abbiamo bisogno di te”.


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