Dai viaggi allo shopping, gli italiani cercano servizi su misura e chiedono aiuto all’IA

Stop all’eccessiva standardizzazione di servizi e prodotti. Che si tratti di esperienze di viaggio o di shopping poco importa: gli italiani rifuggono dal banale in cerca del ‘su misura’ e per ottenerlo sono disposti a condividere informazioni e dati personali con chatbot e piattaforme di intelligenza artificiale. A rivelarlo è un’indagine realizzata a giugno da AstraRicerche per Mastercard che ha coinvolto un campione di mille adulti bilanciato per genere, fascia d’età e latitudine.
In particolare, quasi la metà degli intervistati si affida all’intelligenza artificialeper ottenere servizi più comodi e personalizzati (47,5%), suggerimenti realmente pertinenti ai propri bisogni (47%) e automazioni più efficienti (46,2%), mentre il 45,7% la considera uno strumento utile per risparmiare tempo nelle decisioni quotidiane. Particolarmente propensi alla condivisione di dati e informazioni in cambio di vere e proprie consulenze turistiche sono gli uomini d’età compresa tra i 30 e i 39 anni che, anziché ricercare mete di vacanza generiche, domandano destinazioni autentiche e meno conosciute.
Accanto a Roma, Firenze o Milano emergono destinazioni meno battute come Orvieto, Pinzolo, Brunico, Pantelleria, Forte dei Marmi, Argentario o Moltrasio. Più della metà degli intervistati afferma, infine, di aver già beneficiato di forme di personalizzazione in diversi ambiti della vita digitale, dalle offerte promozionali dedicate (55,2%) alla pubblicità personalizzata (55,1%) fino ai consigli cinematografici e musicali (54%) e alle rassegne stampa (53,8%), con contenuti sempre più coerenti con i propri interessi.
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