Viaggi e turismo

Da Sangiano a Collodi per gli anniversari di Dario Fo e Carlo Lorenzini

Sangiano e Collodi due borghi molto lontani tra loro (il primo è in Piemonte e il secondo in Toscana) hanno in realtà un elemento in comune. Questi piccoli hanno ospitato artisti di fama che hanno lasciato la loro traccia nel tempo. Il 24 marzo 1926 nasceva a Sangiano, sulle rive del Lago Maggiore, Dario Fo. Cento anni dopo, nel 2026, il suo nome risuona ancora nei teatri di tutto il mondo, mentre un ricco calendario di iniziative ne celebra l’eredità artistica e civile, dall’Italia all’estero. Una delle ricorrenze da segnare sul calendario del 2026 è il bicentenario di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, il padre di Pinocchio, il secondo libro più tradotto al mondo (dopo Il Piccolo Principe ed escludendo la Bibbia). Tra Toscana, Piemonte e Lombardia all’insegna della memoria di centenari, nei piccoli centri che raccontano l’arte, la storia e la cultura è l’itinerario suggerito da Assocamp (l’associazione di riferimento dei rivenditori, manutentori e noleggiatori di camper e caravan) che propone di scoprire luoghi connessi alle storie di personaggi celebri e i borghi che continuano a vivere tra racconti e installazioni.

Sul Lago Maggiore

A Sangiano, in Provincia di Varese, un borgo di poco più di 1.400 abitanti del varesotto a un paio di chilometri dal Lago Maggiore e dall’Eremo di Santa Caterina del Sasso, c’è la casa natale di Dario Fo: un edificio bianco con grandi finestre dall’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Poi, sempre in zona c’è il borgo di Porto sul Lago Maggiore. In quest’altro luogo la famiglia si trasferì successivamente. La borgata regala il fascino di uno spazio d’altri tempi. La passeggiata sul lago, il centro storico con l’acciottolato, le chiese romaniche come quella di San Michele al monte che regala la vista sul Lago Maggiore. Senza dimenticare il centro con gli edifici solenni, sicuramente inusuali per i paesi di campagna, le chiese (da quella di Santa Maria Assunta al Battistero di San Giovanni Battista) e ancora il museo etnografico, i lavatoi, e spiagge di Porto Valtravaglia e Montesole. E, per gli amanti delle sorprese, il villaggio abbandonato di Cavojasca che si raggiunge seguendo il sentiero per Brissago Valtravaglia. Scorci raccontati da Fo nel libro “Il paese dei Mezaràt” (Il paese dei pipistrelli), Ogni anno dal 2024 qui e in altri piccoli borghi del Lago viene organizzato il Festival dei Mezaràt, in collaborazione col Comune di Sangiano. Le date del 2026 sono in via di definizione nel mese di aprile e maggio e prevedono eventi culturali, tra cui la messa in scena dello spettacolo “Lo Santo Iullare Francesco” a cura di Marco Pirovano, ultimo componente della compagnia Fo-Rame.

In Piemonte

Per i duecento anni di Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, ideatore e autore di Pinocchio, il libro che ha accompagnato l’infanzia di milioni di bambini, si deve fare tappa in Piemonte nel borgo di Vernante, comune della provincia di Cuneo situato nell’Alta Val Vermenagna. Qui si incontrano murales, decorazioni e dettagli pittorici che raccontano episodi del celebre romanzo di Collodi, trasformando il borgo alpino in un racconto illustrato a cielo aperto. Il legame tra Vernante e Pinocchio è Attilio Mussino, uno dei più importanti illustratori del capolavoro di Carlo Collodi che trascorse proprio a Vernante gli ultimi anni della sua vita e qui realizzò alcune delle tavole più celebri dedicate al burattino. Vernante è un vero e proprio paese museo con i muri delle case decorati con un centinaio di murales che raccontano la storia di Pinocchio. Nel borgo c’è anche il museo dedicato a “Il Pinocchio animato”, ultima edizione illustrata da Mussino ambientata dall’artista proprio in questo luogo.

Il murale di pinocchio. (foto provernante.it)

In Toscana

Se, invece, si vogliono scoprire gli altri luoghi dedicati all’inventore della storia del burattino che ha accompagnato i più piccoli, ci di deve spostare in Toscana, a Collodi, frazione del Comune di Pescia, il borgo natale di Carlo Lorenzini, lo scrittore che scelse come nome d’arte proprio quello del suo paese. Visitare il borgo, caratterizzato da una sorta di “cascata” di case su un colle scosceso, vicoli stretti e ripidi che si spingono sino alla rocca, significa vivere le avventure di Pinocchio. Nel borgo medioevale dove Lorenzini ha trascorso la sua infanzia da non perdere il Parco di Pinocchio. Ad animarlo ci sono le sculture in bronzo e acciaio raffiguranti i diversi personaggi della favola. Come la balena o la quercia delle streghe che, secondo quanto si racconta, avrebbe ispirato la scena dell’impiccagione da parte del gatto e la volpe.

Parco di pinocchio. (Credits David Inzaghi)


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