Basilicata

Crotone, il quartiere Papanice sommerso dai liquami e residenti barricati in casa

La quotidianità disperata dei residenti del quartiere Papanice di Crotone per i continui sversamenti di liquami fognari


CROTONE – Dieci giorni di sversamenti fognari ininterrotti sulle sedi stradali hanno ridotto diverse aree del popoloso quartiere di Papanice a una vera e propria emergenza igienico-sanitaria. La situazione, che riguarda in modo particolarmente acuto e drammatico via Pironti, largo della Quercia, via Fiume Neto e via Fiume Crati, ha raggiunto livelli del tutto insostenibili, costringendo i residenti a fare i conti con un degrado cronico che non tollera ulteriori rinvii o silenzi istituzionali.
Di fronte alla gravità della situazione e al persistente scorrimento di liquami a cielo aperto, la vicenda è inevitabilmente approdata nelle aule giudiziarie. L’avvocata Paola Bellomo, che cura con attenzione gli interessi del titolare di un fondo direttamente danneggiato nella zona, ha depositato un formale esposto in Procura per fare piena luce sulle responsabilità e pretendere interventi coattivi a tutela della salute pubblica e dei beni privati compromessi.

Dall’esposto in Procura all’accertamento tecnico preventivo

Nel frattempo, sul fronte procedurale è stato già fissato un accertamento tecnico preventivo che vede costituiti il Comune di Crotone e Sorical. Uno scenario che si muove tuttavia tra le maglie di un evidente rimpallo di responsabilità: da un lato Sorical eccepisce la propria totale estraneità alla vicenda, sostenendo di essere subentrata in un momento successivo rispetto all’origine della problematica infrastrutturale; dall’altro il Comune chiede formalmente la comparsa del commissario regionale per la depurazione, spostando continuamente l’asse delle competenze mentre l’emergenza resta pericolosamente sul campo.

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Niente progetti e il terreno sta cedendo

Il collasso registrato negli ultimi dieci giorni non rappresenta un evento isolato, ma il sintomo evidente di una criticità strutturale mai risolta alla radice: l’assenza storica di un progetto organico e definitivo per la realizzazione di una rete fognaria adeguata alle reali esigenze urbanistiche e demografiche del quartiere.
A questo si somma un fattore di rischio geologico di primaria grandezza che aggrava ulteriormente il quadro: nell’area interessata insiste infatti uno smottamento del terreno che sta creando gravissimi problemi e danni strutturali concreti ai proprietari dei fondi limitrofi, alimentando un dissesto complessivo che minaccia direttamente la stabilità dei luoghi e delle proprietà private.

Quotidianità disperata tra miasmi nauseabondi

Nelle strade ormai trasformate in veri e propri canali di scolo a cielo aperto, la vita quotidiana dei residenti è diventata un vero e proprio calvario. I miasmi nauseabondi e irrespirabili costringono le famiglie a barricarsi in casa con le finestre serrate, mentre le auto di passaggio si impregnano inevitabilmente di liquami. Il pericolo più grave e intollerabile, tuttavia, riguarda l’incolumità dei più piccoli: bambini in bicicletta che transitano del tutto ignari tra pozzanghere di reflui fognari e scorie, esposti a un rischio igienico-sanitario inaccettabile. La situazione ha toccato il fondo della disperazione e richiede risposte immediate, bonifiche urgenti e una pianificazione seria che metta fine all’abbandono della periferia crotonese.


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