Molise

Crisi Stellantis, monsignor Palumbo: “Senza lavoro non c’è futuro” | isNews

Il vescovo rinnova il suo appello e incoraggia le istituzioni e i sindacati nella loro specifica missione


TERMOLI. Quale futuro per lo stabilimento Stellantis di Termoli? In vista della mobilitazione sindacale di domani per chiedere un piano industriale concreto, il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, monsignor Claudio Palumbo, rinnova con forza il suo appello, esprimendo profonda vicinanza ai lavoratori e sollecitando le Istituzioni a tutti i livelli a intervenire per evitare un “dramma doloroso” per il basso Molise.

L’incertezza sul destino della fabbrica si fa sempre più palpabile, alimentando la preoccupazione di intere famiglie. Al centro delle ansie non c’è solo il futuro produttivo dell’impianto, ma soprattutto il rischio concreto della revoca del progetto Gigafactory, un investimento strategico e cruciale per la transizione energetica e per l’occupazione locale.

“Se l’esito è già segnato e se sono state già prese decisioni irreversibili, quale sarà il futuro di tante nostre famiglie, di tanti nostri giovani?” si chiede monignot Palumbo.

“La perdita di posti di lavoro – prosegue il vescovo – avrebbe gravi conseguenze per l’intero tessuto economico e sociale del nostro territorio”

La Chiesa Diocesana si schiera apertamente al fianco dei lavoratori, denunciando senza mezzi termini ritardi, omissioni e negligenze. L’appello del Vescovo si concentra sul valore etico del lavoro come fondamento della persona.

“Non c’è dignità senza lavoro. La dignità negata rende questa area geografica terra bruciata, un deserto senza vita” afferma il vescovo Palumbo, sottolineando che l’attenzione deve essere focalizzata sempre e solo sulla persona umana.

Nella sua nota esprime solidarietà con i padri di famiglia angosciati e incoraggia tutte le parti in causa a impegnarsi nel dialogo, nonostante i tentativi precedenti di tavoli di concertazione non abbiano portato a risultati positivi.

Rivolgendosi poi ai sindacati, il vescovo assicura vicinanza e sostegno per le manifestazioni pacifiche, riconoscendo il loro ruolo come un “segno di speranza” e una presenza costruttiva per lo sviluppo territoriale.

Richiamando la Dottrina Sociale della Chiesa, evidenzia che l’attività sindacale deve agire con senso di responsabilità, incentrata sulla dignità e sul valore della persona umana, andando oltre la mera difesa degli interessi economici per abbracciare la dimensione umana, sociale e culturale del lavoro.

L’articolo si conclude con un monito per la società: “Senza lavoro non c’è futuro. Senza lavoro si formano scarti sociali, aree di arretratezza e di sottosviluppo e si insinuano pericolosi percorsi di illegalità e criminalità organizzata”.

La comunità di Termoli esprime il vivo desiderio che si intervenga prontamente per offrire motivi di speranza, grazie all’impegno e alla responsabilità di tutti gli attori coinvolti.


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