Crisi Amt, firmato l’accordo per i prepensionamenti volontari: prime uscite a luglio 2026

Genova. Firmato l’accordo tra sindacati e Amt per i prepensionamenti volontari finanziato col cosiddetto fondino pagato dalla Regione. Si tratta di una delle colonne del piano di risanamento con l’obiettivo di sostituire il personale più anziano e abbassare così il costo del lavoro. Secondo le stime, la misura dovrebbe riguardare complessivamente 200 lavoratori.
L’intesa – sottoscritta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal – riguarda i lavoratori che matureranno il diritto alla quiescenza entro il 31 dicembre 2028. Poi, come si legge nel volantino diffuso dalle sigle le parti si incontreranno nuovamente per l’estensione dei termini al 31 dicembre 2029.
Si potrà accedere a tale percorso con la maturazione dei seguenti requisiti: pensione di vecchiaia (67 anni), pensione anticipata 42 anni e 10 mesi di contribuzione per il 2028 e 43 anni 1 mese per il 2029), pensione di vecchiaia specifica personale viaggiante (62 anni + aspettativa di vita).
I lavoratori che aderiranno volontariamente al fondino riceveranno un trattamento economico pari alla differenza tra quanto mensilmente percepito mediante l’istituto della Naspi e il trattamento pensionistico comunicato dall’Inps al 31 dicembre 2025, per tutti i mesi fino all’effettivo godimento della pensione. Tale importo sarà maggiorato: del 3% lordo a titolo di rivalutazione del valore netto della pensione; di 100 euro lordi mensili riparametrati relativi al contratto collettivo nazionale 2024-2026; di 150 euro netti, una tantum, per apertura Naspi.
L’inizio delle uscite di personale è previsto a partire dal 1° luglio 2026. L’importo relativo all’incentivo all’esodo sarà erogato entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, mentre il Tfr verrà corrisposto nella misura del 50% entro 60 giorni dalla cessazione, l’ulteriore 50% verrà saldato nei successivi 180 giorni, tale importo superati i 90 giorni sarà maggiorato del 3%.
Nell’accordo è inoltre prevista una clausola di garanzia che, in caso di errori di calcolo dei requisiti, prevede il reintegro in azienda del lavoratore e, nel caso di modifiche al sistema pensionistico garantirà il contributo economico previsto fino al perfezionamento del requisito stesso. Nei prossimi giorni l’azienda contatterà tutto il personale avente diritto per verificare l’interessamento e, successivamente, per calendarizzare le conciliazioni in sede protetta con l’assistenza delle organizzazioni sindacali.




