“Crimine che non può restare impunito”

Il ritrovamento di dieci lupi morti nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, presumibilmente avvelenati, continua a suscitare reazioni politiche e istituzionali. Sulla vicenda interviene la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, che parla di “un fatto di gravità inaudita”.
“La notizia rappresenta un episodio senza precedenti, che scuote profondamente le coscienze e chiama in causa responsabilità precise”, dichiara Alessandrini.
“Non può essere archiviato come un fatto isolato, ma assume i contorni di una vera emergenza ambientale e criminale”.
Secondo l’esponente pentastellata, non si tratta soltanto di un gesto crudele, ma di un’azione che mette a rischio l’intero equilibrio naturale e che sarebbe favorita da “una narrazione distorta sul ruolo dei grandi carnivori”.
Alessandrini sottolinea come il lupo sia una specie simbolo della biodiversità appenninica e rigidamente protetta.
“Colpire il lupo significa colpire l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e l’identità naturalistica dell’Abruzzo”.
Particolare preoccupazione viene espressa anche per l’utilizzo di esche avvelenate, ritenute pericolose perché indiscriminate e potenzialmente dannose per altre specie selvatiche e domestiche.
“A rischio non c’è solo il lupo – aggiunge – ma anche l’orso bruno marsicano, che conta poche decine di esemplari e non può permettersi ulteriori perdite”.
La consigliera regionale chiede quindi un intervento immediato della Regione Abruzzo, con controlli più incisivi, sostegno alle indagini e strumenti concreti di prevenzione e contrasto al bracconaggio.
“È indispensabile individuare i responsabili e garantire che episodi del genere non si ripetano mai più”.
“Qui non è in gioco solo la tutela di una specie – conclude Alessandrini – ma la credibilità stessa delle politiche ambientali e la capacità delle istituzioni di presidiare il territorio”.
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