Umbria

Crescia di Gubbio, a dicembre la riunione per il riconoscimento Igp: ecco ricetta e disciplinare

Arriverà a metà dicembre l’appuntamento chiave per il comitato che punta a ottenere il marchio Igp per la Crescia di Gubbio. Il 17 dicembre è infatti in programma, nella sala Trecentesca del Comune di Gubbio, la cosiddetta «riunione di pubblico accertamento», tappa procedurale fondamentale per il riconoscimento delle Indicazioni geografiche protette. A convocarla è stato il ministero dell’Agricoltura. La riunione, alla quale parteciperanno due funzionari del Ministero, rientra nella procedura prevista dalla normativa europea e nazionale per il riconoscimento delle Igp e servirà a verificare pubblicamente la rispondenza della proposta di disciplinare ai metodi di produzione leali e costanti.

Le tappe Il percorso è partito dall’iniziativa del comitato, che ha predisposto la documentazione tecnica e storica a sostegno della richiesta, insieme alla proposta di disciplinare di produzione. La pratica è stata quindi esaminata dalla Regione, che ha espresso parere favorevole e trasmesso gli atti al Ministero. Quest’ultimo ha predisposto la bozza ufficiale del disciplinare e convocato a inizio mese l’appuntamento di metà dicembre. La riunione coinvolgerà il territorio interessato dalla candidatura, che comprende Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Fossato di Vico e Sigillo.

La seduta Nel corso della seduta i funzionari ministeriali daranno lettura della proposta di disciplinare. I partecipanti potranno prendere la parola, presentare osservazioni e integrazioni o consegnare documenti utili. Gli interventi e la documentazione ritenuti pertinenti saranno acquisiti e verbalizzati dal Ministero. La riunione non comporta l’attribuzione immediata del marchio, ma rappresenta un passaggio necessario per proseguire l’iter nazionale. Una volta esaminate le osservazioni raccolte, il Ministero potrà procedere alla pubblicazione del disciplinare in Gazzetta Ufficiale, aprendo la fase prevista per eventuali opposizioni a livello nazionale, normalmente della durata di 30 giorni.

Il percorso In assenza di opposizioni, o una volta risolte le eventuali contestazioni, il dossier potrà essere trasmesso alla Commissione europea per l’esame comunitario. In caso di esito positivo, la proposta sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, con un ulteriore periodo nel quale potranno essere presentate opposizioni. Solo al termine di questo percorso la Crescia di Gubbio potrà essere iscritta nel registro europeo delle Indicazioni geografiche protette.

Settima Igp Per l’Umbria, il riconoscimento rappresenterebbe un ulteriore ingresso nel panorama delle produzioni agroalimentari tutelate a livello europeo. Sei, al momento, le specialità agroalimentari già riconosciute come Igp, ovvero il Prosciutto di Norcia, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, l’Agnello del Centro Italia, la Patata Rossa di Colfiorito e il Pampepato di Terni. La Crescia di Gubbio potrebbe diventare la settima produzione agroalimentare Igp riconducibile alla regione, aggiungendosi a un elenco che comprende anche due prodotti a denominazione di origine protetta: l’Olio extravergine di oliva Umbria e il Farro di Monteleone di Spoleto. Di seguito pubblichiamo il disciplinare proposto.

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