cresce il riciclo, ma mille materassi in strada in un mese
Roma corre, ma non tutta alla stessa velocità. Da una parte cresce il numero di cittadini che scelgono la via corretta per smaltire i rifiuti ingombranti, dall’altra resiste una fascia di inciviltà che continua a trasformare marciapiedi e strade in discariche a cielo aperto.
È il quadro, che emerge dagli ultimi dati diffusi da AMA.
I numeri raccontano di un cambiamento in atto: le richieste per il ritiro gratuito a domicilio di mobili ed elettrodomestici sono aumentate del 14,9% in un anno, passando da poco più di cinquemila a oltre seimila prenotazioni.
Un segnale chiaro di maggiore attenzione ambientale e di fiducia nei servizi messi a disposizione dall’azienda capitolina.
Eppure, basta spostare lo sguardo agli angoli delle strade per capire che la partita è tutt’altro che vinta. Accanto a chi prenota il ritiro, continua a muoversi una minoranza rumorosa che sceglie scorciatoie illegali, contribuendo a un degrado diffuso e costoso per la collettività.
Il dato più emblematico arriva da febbraio: in appena un mese, gli operatori hanno raccolto oltre mille materassi abbandonati tra marciapiedi e cassonetti. Un numero che fotografa l’ampiezza del fenomeno e il suo impatto quotidiano sulla città.
Non solo materassi: tra i rifiuti più recuperati figurano anche pannelli in legno e altri arredi voluminosi, materiali che richiedono interventi dedicati e un impiego straordinario di risorse.
Dietro questo scenario non ci sono soltanto comportamenti individuali scorretti. A pesare è anche un sistema parallelo, quello degli “svuota-cantine” abusivi, che promettono sgomberi a basso costo per poi liberarsi dei materiali illegalmente.
Un circuito opaco che alimenta le cosiddette discariche lampo, scaricando sulle casse pubbliche i costi dello smaltimento.
Il risultato è una città divisa: più consapevole, ma ancora vulnerabile. E la sfida, sempre più evidente, si gioca su due fronti.
Da un lato, rendere i servizi ancora più accessibili ed efficienti per incentivare i comportamenti virtuosi; dall’altro, rafforzare controlli e sanzioni, anche attraverso strumenti come le fototrappole, per colpire chi continua a violare le regole.
Perché la pulizia urbana, a Roma, non è solo una questione di decoro, ma il termometro di un cambiamento culturale ancora in corso.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





