Marche

«Tanti ucraini in fuga dalla guerra»

JESI – Un’accoglienza che, distribuita su 29 Comuni e 145 appartamenti, ha riguardato 865 migranti adulti e 70 minori stranieri non accompagnati nel corso del 2025. Ma nei numeri dei progetti Sai “Ancona Provincia d’Asilo” e “Jesi per i minori”, gestiti da Asp su delega del Comune di Jesi, ci sono anche «519 contratti di lavoro, 188 dei quali per più dei sei mesi, e i 238 operatori impiegati».

Nel dettaglio

Lo sottolinea il direttore dell’Asp Franco Pesaresi nel fare il punto su quello che resta per ampiezza il terzo programma di accoglienza in Italia. «Una realtà – dice Pesaresi- che ha prodotto ricchezza nella comunità e per la comunità, non solo avviando ma anche formando: 116 i tirocini degli adulti, 15 quelli dei minori». Giovedì sera al Teatro Moriconi (ore 21) con lo spettacolo di Max Cimatti e poi venerdì pomeriggio con la festa evento ai giardini pubblici, i progetti Sai jesini celebreranno la Giornata Mondiale del Rifugiato. Quanto alle provenienze, sono stati 449 i migranti accolti dall’Africa, 276 dall’Asia, 6 dall’America. Mentre 125 sono stati gli europei. «Tutti ucraini in fuga dalla guerra – spiega la responsabile dell’unità immigrazione dell’Asp, Simona Marchegiani – per la particolare situazione del loro paese di provenienza, le norme hanno prolungato i tempi dell’accoglienza nei loro confronti. Una immigrazione dalle caratteristiche specifiche: tante mamme con figli e anche 34 persone anziane. Persone per le quali, date le modalità con le quali hanno abbandonato l’Ucraina, ovvero confidando in un rapido ritorno che non si è verificato, risulta anche più delicato e complesso il percorso di inclusione». Una inclusione che, dice il presidente Asp Daniele Tassi, «organizza una risposta locale a una questione globale come le migrazioni». Dice Sasha Smerzini di Cooss Marche, una delle coop impegnate nel progetto: «Un percorso che vuole anche gettare in coloro che accoglie semi di appartenenza alla comunità». Per il vice sindaco Samuele Animali: «Un lavoro che va avanti da anni e ha attraversato più amministrazioni, anche di colore diverso».




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