Crans-Montana, il gestore del locale: «Tre controlli in 10 anni, tutto a norma»
Le indagini sono aperte. La procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Pilloud, ha spiegato che nessuna pista è esclusa, ma che «tutto lascia pensare che il fuoco sia effettivamente partito da bengala o candele scintillanti messe sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto». È quello che mostrano i video circolati in rete in queste ore e in alcune foto diffuse dall’emittente francese Bfm tv che mostrerebbero proprio il possibile momento di innesco dell’incendio. Si vede una ragazza con il casco sulle spalle di un’altra persona, tiene in mano una bottiglia di champagne con la candela accesa che tocca i pannelli fonoassorbenti. Da qui l’incendio.
Ad ampliarlo potrebbe essere stato l’ossigeno delle condutture dell’aria condizionata. Prima il fuoco nel seminterrato e poi il flashover provocato probabilmente dall’immissione di ossigeno per la rottura dei vetri nel tentare la fuga dal locale della cittadina svizzera.
«Sono entrato solo nella hall del locale, ma si capisce che lì qualche cosa non ha funzionato, soprattutto per le uscite di emergenza. C’è stata una grande confusione, le misure anti-incendio non hanno funzionato come dovevano» ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Tg2 Post.
Si indaga sui lavori fatti nel locale, sulle misure di sicurezza, sui materiali usati, sulle misure antincendio e le vie di fuga, sul numero di persone presenti. Le ipotesi di reato sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose.
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