Costa Ionica, c’è vita dopo Harry nel Catanzarese e nella Locride. La ricostruzione è già iniziata

Si riparte da una serranda da riparare, da cabine svuotate, da pezzi di legno spezzati dalla furia delle onde. La costa ionica catanzarese dopo il ciclone Harry si racconta nel gesto silenzioso di chi ricuce, rimette a posto, restituisce forma a ciò che la tempesta aveva reso informe e lo fa con la pazienza di chi conosce il mare e il ritmo delle stagioni. Le mareggiate hanno lasciato sabbia e detriti, ridisegnato la linea di costa e imposto agli operatori balneari di ripensare gli spazi e i servizi, proprio nel momento in cui si chiedono le conferme dei noleggi stagionali. Il mare concede tregua, l’orizzonte si riapre e la costa ritrova gradualmente il suo ritmo naturale.
La situazione a Catanzaro Lido
A Catanzaro Lido, i quartieri a ridosso del lungomare vedono operai e tecnici impegnati a restituire ordine, sicurezza e decoro. I commercianti dopo aver portato a termine le verifiche strutturali dei negozi avviano le operazioni di pulizia straordinaria e le prime ristrutturazioni; a incoraggiarli le raccolte fondi avviate da privati cittadini e da associazioni di volontariato, le prime a intervenire per ripristinare la normalità e per portare al centro del dibattito pubblico il concetto di responsabilità condivisa per dividere il peso delle conseguenze del ciclone.
Nel basso Ionio
A Montepaone, Soverato Montauro e Stalettì, le amministrazioni hanno organizzato un monitoraggio serrato delle aree più esposte, coordinandosi per proteggere i cittadini e preparare gli arenili alla nuova stagione. È un lavoro silenzioso ma essenziale, che parla di resilienza più di ogni dichiarazione ufficiale. La ripartenza passa dai gesti concreti: rimuovere detriti, ripristinare i confini tra spiaggia e lungomare, restituire ordine agli spazi pubblici, dallo smaltimento di tonnellate di rifiuti, ma anche dalla programmazione di operazioni di ripascimento, dalla costruzione di barriere a protezione della costa, dalla ricerca di fondi per sostenere chi ha subito danni. Ogni piccola azione è un mattone che ricostruisce la normalità. Una ripartenza prudente, lenta, ma decisa, insomma che profuma di salsedine e legno bagnato, che racconta ancora una volta la forza di una terra capace di rialzarsi e di guardare avanti, pronta a ricominciare ogni volta che il mare lo permette.
Nella Locride
Poco più a sud lungo la Ionica reggina anche i centri della Locride si trovano davanti al compito gravoso di ricucire le ferite. Come a Caulonia (corrispondente Cristina Scuteri), dove il lungomare si presenta devastato e impraticabile. A sud, un tratto è crollato, e parte è sospesa nel vuoto. Il camminamento è sprofondato, soprattutto nella zona centrale, appena lo scorso anno oggetto di riqualificazione. Proprio ieri mattina sono state consegnate le palancole, componenti strutturali già previste per contenere le spinte dell’acqua in seno al progetto intercomunale “Waterfront”.
Scopri di più nell’edizione digitale
Per leggere tutto acquista il quotidiano
o scarica la versione digitale.
Source link




