Basilicata

Corigliano Rossano, muore in ospedale: disposta l’autopsia

Marco Grispino, 32 anni, di Corigliano Rossano è morto all’ospedale “Pugliese-Ciaccio”, la Procura ha disposto l’autopsia


CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Il silenzio di via Aldo Moro, nel cuore antico del centro storico di Corigliano, è rotto solo dal dolore composto di una comunità che non riesce a darsi pace. Marco Grispino, un giovane padre di soli 32 anni, non c’è più. Se n’è andato ieri pomeriggio tra le corsie dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, lasciando nel dolore la moglie Anna e un bimbo di appena un anno e mezzo che non potrà più riabbracciare suo padre.

La Procura di Catanzaro ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane. L’esame sarà effettuato nel pomeriggio del 28 gennaio. Quello che doveva essere un controllo per sintomi apparentemente gestibili si è trasformato nel più atroce dei drammi.

IL TRASFERIMENTO DA CORIGLIANO ROSSANO A CATANZARO

Tutto ha inizio domenica 18 gennaio. Marco avverte dei malori: vistosi sanguinamenti dal naso e dalle gengive che lo spingono a recarsi presso il pronto soccorso del “Guido Compagna.” I medici del plesso cittadino intuiscono la gravità del quadro clinico e dispongono l’immediato trasferimento nel capoluogo di regione per accertamenti specialistici.
Da quel momento inizia un calvario durato sette giorni. Una settimana trascorsa in un letto d’ospedale a Catanzaro, in attesa di una diagnosi che, secondo i familiari, non sarebbe mai arrivata con la necessaria tempestività.

L’ESPOSSTO IN PROCURA DEI FAMILIARI

Sullo sfondo, il sospetto dei medici di una leucemia fulminante, un’ipotesi che però non ha mai trovato conferma definitiva prima del tragico epilogo. La morte di Marco non è però destinata a restare confinata nella sola sfera del lutto privato. La moglie, Anna De Rose, assistita dall’avvocato Francesco Sammarro, ha deciso di vederci chiaro. Già nella serata del 25 gennaio 2026 la donna ha formalizzato una denuncia-querela presso i Carabinieri di Catanzaro.

L’obiettivo è cristallino: capire se la vita di Marco potesse essere salvata e se siano stati commessi errori o ritardi fatali nella gestione clinica. Bisogna chiarire perché Marco è morto e se è stato fatto tutto il possibile, è il grido silenzioso che emerge dall’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Catanzaro. L’esame autoptico, disposto dal procuratore Maria Caracciolo, potrà contribuire a far luce sul decesso del 32enne.


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