Economia

Corea del Sud, transizione forzata: la crisi del Golfo spinge le rinnovabili

La guerra in Medio Oriente cambia le priorità energetiche globali e mette sotto pressione uno dei sistemi più esposti al mondo: quello della Corea del Sud. Il Paese importa il 97% dell’energia che consuma, con circa il 70% del petrolio e il 20% del Gnl provenienti dal Golfo Persico.

Dallo scoppio del conflitto, il 27 febbraio 2026, i mercati hanno reagito con forza: il petrolio è salito del 50%, mentre il Gnl spot ha quasi raddoppiato il prezzo. Per un’economia altamente industriale e dipendente dall’estero, è uno shock diretto. “Il nostro futuro è a rischio se continuiamo a dipendere dai combustibili fossili”, ha avvertito il presidente Lee Jae Myung.

La risposta del Paese si muove su due piani. Nell’immediato: tetti ai prezzi, diversificazione delle forniture, ritorno temporaneo al carbone e riavvio accelerato del nucleare. Nel medio periodo: una revisione strutturale del mix energetico, con le rinnovabili al centro.

Il punto di partenza resta critico. Nel mix elettrico, carbone e gas pesano per il 58%, il nucleare per il 31% e le rinnovabili si fermano intorno al 10%. Nel 2025 il Paese ha importato circa 7 milioni di tonnellate di Gnl dal Qatar, pari al 14,9% del totale. Una dipendenza che, con prezzi elevati, diventa rapidamente un costo sistemico.

Secondo le analisi di Ieefa — basate su dati BloombergNEF, Irena, Trading Economics e Amro Asia — il costo del Gnl per la generazione elettrica è raddoppiato, passando da circa 0,075 a 0,15 dollari per kWh, in linea con il rialzo dei prezzi del gas da circa 10 a 20 dollari per MMBtu. Si tratta del solo costo del combustibile, cioè della materia prima necessaria a produrre elettricità. Il confronto con le rinnovabili diventa ancora interessante nel contesto coreano, dove costruire nuovi impianti costa più della media globale: circa 1,20 dollari per watt di capacità installata per il fotovoltaico e oltre 2 dollari per l’eolico. Nonostante questo, il costo livellato dell’energia (LCOE) — che include investimento, gestione e finanziamento — si colloca tra 0,106 e 0,166 dollari per kWh per il solare e tra 0,117 e 0,181 per l’eolico.

Costo livellato dell'energia per le rinnovabili vs Costo marginale del gas naturale del Gnl in Corea del Sud

Costo livellato dell’energia per le rinnovabili vs Costo marginale del gas naturale del Gnl in Corea del Sud 

Il risultato, evidenzia lo studio, è che, ai prezzi attuali del gas, il costo dell’elettricità da Gnl rientra nel range delle rinnovabili fino ad azzerare il vantaggio economico. In alcune condizioni, solare ed eolico risultano già più competitivi. Il quadro coreano potrebbe cambiare rapidamente, se i costi di costruzione si avvicinassero agli standard internazionali. Il vantaggio delle rinnovabili diventerebbe strutturale.

Per ora, però, il gas continua a determinare il prezzo dell’elettricità — come avviene anche in gran parte dei mercati europei, Italia inclusa — trasferendo direttamente sulle bollette ogni aumento dei prezzi internazionali. Le rinnovabili, al contrario, offrono costi più stabili e prevedibili e diventano uno strumento di stabilizzazione. Per un motivo semplice: una volta costruiti, gli impianti rinnovabili hanno costi stabili e prevedibili. Quindi, in un contesto di volatilità crescente, diventano una copertura naturale contro gli shock energetici.

Non a caso, il governo ha accelerato. Dopo il Consiglio dei ministri del 6 aprile, Seul ha varato una roadmap che punta a superare il 20% di rinnovabili nella generazione e a installare 100 GW entro il 2030. Il piano prevede anche l’elettrificazione dei consumi termici, oggi ancora fortemente legati al gas, e una trasformazione della rete verso un modello più distribuito e flessibile.

Gli strumenti operativi sono: diffusione del fotovoltaico su tetti industriali e residenziali, comunità energetiche locali, sviluppo di poli industriali alimentati da rinnovabili, incentivi a pompe di calore e teleriscaldamento green. Sul fronte normativo, sono in corso riforme per semplificare le autorizzazioni, rafforzare le aste e favorire i contratti diretti di lungo termine.


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