Contrada Gabbiano relegata al 2029. Il Comune prepari subito le carreggiate, il prefetto intervenga» – Cronache Fermane
Riceviamo dalle famiglie Berdini, Cappannari, Fortunati, Sergolini, Fabrizi, residenti in contrada Gabbiano, e pubblichiamo:
«Nel piano triennale la contrada Gabbiano è rinviata all’ultima fase. Uffici tecnici incompetenti. Non possiamo aspettare il 2029 affogando nel fango. Si proceda subito all’allargamento a 6 metri, alla sistemazione degli argini e alla brecciatura pressata. Il Prefetto intervenga sul Comune per garantire i tempi.
Ci sono voluti mesi di incessanti sollecitazioni, baccani e denunce pubbliche per far sì che il Comune di Fermo prendesse, in coscienza, atto di ciò che è sotto gli occhi di tutti: la rete viaria è un disastro totale. Tuttavia, la montagna ha partorito il classico topolino. Dall’analisi del nuovo piano “zero buche” e per la rete viaria approvato dall’Amministrazione emerge una verità amara per i residenti: la Contrada Gabbiano viene collocata solo nella terza ed ultima fase del programma, ovvero nel 2029.
Tre anni di attesa. Un orizzonte temporale infinito per chi ogni giorno si trova a percorrere strada comunale Santa Croce, strada comunale Tarucchio e strada comunale Gabbiano in condizioni di totale insicurezza e degrado. Una dimenticanza iniziale e un rinvio così lontano che hanno il sapore dell’ennesima beffa e che suscitano una sola parola: vergogna.
I Comuni limitrofi dimostrano quotidianamente che, quando c’è la volontà politica e amministrativa, le cose si fanno, e bene. L’esempio più sublime è il Comune di Mogliano, che ha dato una lezione di efficienza e senso civico asfaltando le proprie strade arrivando fino al confine con il territorio di Fermo (giungendo persino a “regalare” qualche metro di asfaltatura al povero Comune fermano, che evidentemente preferisce sperperare i propri soldi per altro e non per la viabilità di base). Con la medesima intenzione e spirito di cooperazione, si auspica che anche il Comune di Montegiorgio faccia la propria parte: allarghi la strada a sei metri e asfalti degnamente il proprio tratto di competenza, dall’incrocio della SP 37 fino al confine con la strada comunale di Gabbiano.
A Fermo, invece, si assiste al costante immobilismo di settori competenti nel gestire le emergenze del territorio. Viene da chiedersi se, dopo anni di totale stagnazione e risultati fallimentari, non sia giunto il momento di cambiare i componenti di tali uffici.
L’Amministrazione è brava a mandare tutto in “caciara” trincerandosi dietro la solita scusa della mancanza di fondi per le asfaltature. Ma di fronte a questo scenario, poniamo una domanda chiara ed esigente alla Giunta e ai tecnici comunali: in questi tre anni di attesa fino al 2029, come intende procedere il Comune?
Non è pensabile lasciare il territorio nel caos e affogare nel fango per altri tre anni con la scusa dei tempi del piano asfaltatura. Il Comune ha l’obbligo morale e istituzionale di intervenire subito con la predisposizione strutturale del manto stradale: allargamento delle carreggiate a 6 metri su strada comunale Santa Croce, strada comunale Tarucchio e strada comunale Gabbiano, consolidamento degli argini con opere in cemento ed efficientamento della rete di scolo delle acque piovane, pulendo e installando tombini e canalette adeguati. Realizzazione di un idoneo massetto di drenaggio e stesa di una seria brecciatura ben rullata e pressata.
Se la stesa definitiva dell’asfalto avverrà nel 2029, la preparazione, l’allargamento e la messa in sicurezza delle strade devono avvenire adesso. Saltare la base dei lavori per poi fare interventi temporanei di facciata o, peggio, abbandonare la contrada al suo destino per tre anni sarebbe l’ennesima dimostrazione di inefficienza amministrativa.
Di fronte a questo disinteresse cronico, chiediamo con forza che il Prefetto di Fermo intervenga direttamente sul Comune di Fermo, affinché vigili sul rispetto della sicurezza stradale, ponga un freno a questa gestione fallimentare e garantisca l’avvio immediato delle opere di preparazione del fondo viario. La comunità di Gabbiano non attenderà passivamente il 2029 mentre le strade crollano: se non si vedrà avviare in tempi brevissimi un serio cantiere di riqualificazione, la mobilitazione andrà avanti in ogni sede giudiziaria e istituzionale preposta».
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