Sardegna

Con la maschera di Dalì e la pistola nei negozi: arrestato il presunto complice del rapinatore

Alghero

Dopo i colpi tra gennaio e febbraio, i carabinieri hanno ricostruito anche il ruolo di chi avrebbe aiutato a preparare le rapine e a reinvestire il denaro

Entrava nei negozi con il volto coperto dalla maschera di Dalì, resa famosa dalla serie televisiva “La casa di carta”, e con una pistola in pugno. Dopo l’arresto del presunto autore delle rapine, ora i carabinieri hanno eseguito una nuova misura cautelare nei confronti di un giovane ritenuto suo complice.

Ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Alghero hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari. Il giovane è accusato di aver avuto un ruolo nelle rapine messe a segno tra gennaio e febbraio ai danni di diversi esercizi commerciali della Riviera del Corallo.

Le indagini erano partite dopo tre rapine consumate e due tentate rapine, commesse tra il 29 gennaio e l’8 febbraio in supermercati, una farmacia, una tabaccheria e un punto vendita di prodotti elettronici. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il rapinatore entrava nei locali con il volto travisato e armato di pistola, riuscendo a portare via complessivamente circa 3.000 euro.

Il presunto autore materiale dei colpi era stato arrestato lo scorso 10 marzo. In quell’occasione i militari avevano recuperato gli indumenti che sarebbero stati utilizzati durante le rapine e una pistola da softair modello Fire Power 40, priva di tappo rosso, ritenuta l’arma usata per minacciare i commercianti.

Gli accertamenti sono poi proseguiti per verificare l’eventuale presenza di complici. Al termine dell’attività investigativa i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà una donna e due uomini. Tra questi figura il giovane arrestato ieri, al quale gli investigatori attribuiscono un ruolo più rilevante nella preparazione e nella realizzazione del progetto criminoso.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane avrebbe contribuito sia alla fase di ideazione delle rapine sia alla scelta delle modalità con cui reinvestire il denaro ottenuto. In un caso, inoltre, sarebbe entrato in un supermercato prima del rapinatore per effettuare un sopralluogo.

Le indagini avrebbero anche accertato che i due principali indagati avrebbero utilizzato parte dei proventi delle rapine per acquistare sostanza stupefacente, poi ceduta al dettaglio ad Alghero. Non solo: secondo i carabinieri i due giovani avrebbero programmato altri reati, poi non realizzati anche grazie ai provvedimenti giudiziari eseguiti.

In particolare, sarebbe emerso un progetto per compiere un furto ai danni di uno sportello automatico per il prelievo di contanti nel centro storico. Nella fase di pianificazione, i due avrebbero valutato anche il coinvolgimento di persone in grado di utilizzare ordigni esplosivi.

Gli elementi raccolti dai carabinieri sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Sassari che, valutata la gravità dei fatti, ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare in carcere.

Il giovane è stato rintracciato ieri e, dopo le formalità di rito, accompagnato nella casa circondariale di Sassari-Bancali.

Come sempre in questa fase, vale il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità delle persone sottoposte a indagine potrà essere accertata solo con una eventuale sentenza definitiva di condanna.

Sabato, 30 maggio 2026

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