Comprare una Hermès Birkin? È come acquistare un Picasso
L’oro, che ha raggiunto un valore altissimo, o un immobile, la cosiddetta capitalizzazione sicura? No, il vero investimento da fare in questo secolo è acquistare una Birkin di Hermès
Basta solo il nome per far venire l’acquolina in bocca a collezionisti e fashion addicted, perché parliamo di uno degli accessori più ricercati e desiderati di sempre. Una leggenda che va di pari passo con l’esclusività, perché non tutti possono acquistare una Birkin.
Per una questione economica, certo, ma anche per altri motivi: solo i clienti con una consistente storia di acquisti pregressi presso il marchio ricevono l’opportunità di comprare l’iconica borsa. E non si può scegliere il modello desiderato: la maison, infatti, mette a disposizione delle varie boutique un numero limitato di borse.
È l’Hermès Game, com’è stato ribattezzato, capace di generare ancor più desiderio attorno a quest’oggetto e basato sul più semplice dei principi dell’economia di mercato: «grande domanda e minima offerta». E che cosa comporta? Che anche il mercato della rivendita delle borse di seconda mano è stato in qualche modo drogato, portando il valore di una Birkin a cifre anche molto più elevate del prezzo di listino: addirittura intorno ai 12mila dollari.
«Il valore di rivendita negli ultimi 10 anni ha superato quello dell’oro», ha dichiarato a Fortune James Firestein, fondatore della piattaforma di rivendita e autenticazione di lusso OpenLuxury, che, senza mezzi termini, paragona l’acquisto di una Birkin «a quello di un Picasso da tenere in casa, perché puoi guardarlo e goderne».
Molti acquirenti vedono la borsa più ricercata nel mondo come un investimento a tutti gli effetti, afferma Firestein e – in base alla sua lunga esperienza come direttore dell’autenticazione presso Rebag – stima che il 75% utilizzi effettivamente le borse, mentre il restante 25% le conservi. Quest’ultima, come si può intuire, è l’opzione che permette la miglior capitalizzazione, tenendo presente che secondo i dati di mercato, le borse Birkin tra il 1980 e il 2015 hanno registrato un guadagno medio annuo del 14,2%.
Un investimento sicuro al 100%? Non proprio. C’è sempre una componente aleatoria, poiché gli aumenti di prezzo possono essere influenzati dai cicli delle tendenze e dal cambiamento della domanda. Quindi, come tutti gli investimenti è pur sempre «scommessa». «Non direi di buttarsi a capofitto in questo momento – dice James Firestein – ma se l’avessi comprata nel 2012 e venduta nel 2019, sarebbe stato diverso».
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