Basilicata

‘Ndrangheta, il latitante Camporesi estradato in Italia dalla Turchia

Il latitante di ‘ndrangheta, Luciano Camporesi, dopo l’arresto in Turchia è arrivato in Italia in esecuzione dell’estradizione


REGGIO CALABRIA – È arrivato oggi pomeriggio, 17 gennaio 2026, all’aeroporto internazionale di Roma- Fiumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, Luciano Camporesi. Il presunto esponente della ‘ndrangheta era sfuggito il 5 dicembre 2018. Era ricercato in relazione all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Pollino – European ‘ndrangheta connection”. Inchiesta coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nel contesto di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le proiezioni della ‘ndrangheta in Europa nord occidentale e Sud America.

Ad attenderlo, presso lo scalo aereo italiano, la Polizia di Stato di Reggio Calabria. I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile avevano all’epoca svolto le indagini, ricostruendo un ampio spettro di condotte delittuose promosse e realizzate, in Italia e all’estero, da qualificati esponenti delle famiglie di ‘ndrangheta della Locride, Pelle-Vottari, Romeo e Strangio. Le investigazioni erano incentrate sull’operatività di un’associazione mafiosa attiva nel traffico internazionale di stupefacenti e di armi, riciclaggio e autoriciclaggio. Le inchieste avevano evidenziato le infiltrazioni della consorteria in Germania, Belgio e Olanda. In questo modo avevano consentito di smantellare la solida filiera di “fiduciari” strutturata anche grazie al supporto di cittadini di quei Paesi. Anche questi ultimi destinatari di provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità giudiziarie cooperanti.

In tale contesto internazionale, Camporesi emergeva quale importante snodo tra i maggiorenti delle ‘ndrine di San Luca e i fornitori sudamericani di droga. Con loro, secondo l’accusa, interloquiva nel corso di riservatissimi summit di mafia forte anche di una rete relazionale in grado di garantire il trasporto dello stupefacente su navi commerciali e su una imbarcazione privata capace di battere rotte transoceaniche. Anche alla luce delle documentate aderenze all’estero, le ricerche dell’uomo erano estese sin da principio in campo internazionale. L’attività rientrava nell’ambito della progettualità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Localizzato nella regione del Bosforo (Turchia) già nel 2021, nel successivo novembre 2022 era scattato l’arresto per Camporesi da parte delle forze di polizia turche. L’accusa era di possesso e detenzione di documenti falsi, scontando in quel Paese un periodo di detenzione prima della recente scarcerazione. L’espulsione dal territorio turco, perfezionata anche grazie all’azione degli Esperti per la Sicurezza e l’Immigrazione di stanza in Turchia ed al coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nell’ambito del progetto I-CAN, segue alla condanna in primo grado di Camporesi alla pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione. La condanna, comminata nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri, riguarda accuse di traffico internazionale e numerosi episodi di detenzione di stupefacente.


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