Commissione Covid, la destra decide da sola di sentire testimoni fuori dal Parlamento. Conte protesta con il presidente Lisei (Fdi): “Non è un presidente imparziale, è funzionale a un obiettivo politico”
“Lei dovrebbe dimettersi perché non è imparziale, perché sta dimostrando di essere funzionale a un obiettivo politico. Non è imparziale e invece dovrebbe rappresentare tutti e garantire la legittimità dei procedimenti“. A parlare così è il leader del M5s ed ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Destinatario: il presidente della commissione d’inchiesta sul Covid, Marco Lisei, Fratelli d’Italia. Anche la seduta di oggi si è consumata da scontri verbali tra gli schieramenti. L’ultima decisione di Lisei a far insorgere le opposizioni è stata quella di far audire nuovi testimoni fuori dalla Commissione, interrogate o ascoltate da personale delegato. E’ una prassi non nuova per le commissioni d’inchiesta, ma in questo caso la particolarità – evidente a tutti – è che sul banco ideale degli imputati per una parte dell’organismo parlamentare – il centrodestra e in particolare Fdi – c’è proprio Conte e la sua gestione dell’emergenza sanitaria durante la pandemia (come noto sono esclusi da queste verifiche i governatori). Per giunta – fatto forse inedito – la decisione di far audire queste persone a magistrati e militari della Finanza chiamati a fare da consulenti della commissione nell’ufficio di presidenza non è stata presa, come di solito accade, all’unanimità ma col solo voto dei rappresentanti del centrodestra.
Da qui la protesta di Conte: “I testimoni che lei ha indicato non mi dicono nulla e non abbiamo nulla da temere. Siamo persone perbene che hanno agito per difendere il Paese. Però voi state distorcendo i principi del Codice penale. Nel Codice penale c’è il principio di oralità della prova. Secondo lei è normale che un consulente proceda con un’escussione senza un contraddittorio? Ho sentito molte nefandezze, senza applicare le garanzie minime di un processo penale. Quando avrete acquisito le parole di questi consulenti, anche al di fuori delle mura del Senato grazie alle deleghe, chi le contro-interrogherà?”.
Da parte sua Lisei ha avuto il suo bel daffare per placare perfino i colleghi del suo partito, come Alice Buonguerrieri che a un certo punto ha detto: “Non continuiamo a travisare la realtà dei fatti quando si parla di danno alla salute e di milioni degli italiani sprecati per ingrassare amici del Pd e del M5s che hanno incassato più di 200 milioni di provvigioni su queste partite di fornitura di mascherine”.
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