Come sfruttare i giorni di festa per rigenerare la mente e il corpo grazie alla «biofilia»
Ritrovare equilibrio, calma ed energia non richiede necessariamente lunghi ritiri o settimane lontani dalla città: secondo lo studio Uomo e Natura-Gli effetti della natura sul benessere, sviluppato da Friland insieme ai dipartimenti di psicologia dell’Università di Trento e di Padova, anche un soggiorno di una notte può produrre benefici tangibili sul benessere psicologico. La ricerca – che ha raccolto oltre 6mila ore di esperienze e coinvolto più di 200 persone – nasce per misurare in modo scientifico ciò che molti percepiscono intuitivamente: il contatto con l’ambiente naturale genera un miglioramento reale e misurabile.
I risultati: più benessere, meno burnout, energia rinnovata
Gli studiosi hanno analizzato tre aspetti fondamentali attraverso questionari pre e post esperienza: benessere percepito, livello di burnout e rigeneratività dei luoghi. Anche dopo una sola notte nelle tiny house immerse nella natura, i dati indicano un aumento del 16% del benessere e una riduzione di circa l’8% della sensazione di stanchezza mentale ed emotiva. Impressionante anche il valore della rigeneratività, che arriva a 7,87 su 10, risultando l’87% più alta rispetto agli spazi verdi urbani tradizionali.
«Applicare metodologie scientifiche in ambienti naturali è sempre una sfida, ma i dati raccolti mostrano un effetto chiaro: la natura ha un potere rigenerante reale e misurabile», spiega Martina Vacondio, PhD dell’Università di Trento, ricercatrice e docente nel campo della psicologia cognitiva e ambientale con esperienza in sostenibilità, cambiamento comportamentale e processi decisionali. La sua ricerca indaga come le persone influenzano l’ambiente, attraverso comportamenti e scelte sostenibili, e come la natura, a sua volta, favorisca benessere psicologico e rigenerazione delle risorse cognitive.
Il valore del «rallentare»
In un’epoca dominata da schermi, notifiche e ritmi frenetici, le casette panoramiche ed ecosostenibili offrono per esempio un contesto naturale in cui recuperare uno spazio di relazione più autentico con se stessi. Il concetto di cura che emerge dallo studio è semplice: la natura restituisce. Non servono grandi gesti ma la possibilità di camminare tra gli alberi, osservare un cielo aperto, condividere il silenzio di una notte lontana dai rumori urbani. Esperienze magari piccole, ma capaci di riequilibrare ciò che la routine quotidiana spesso scombina. Lo studio mostra anche un effetto ulteriore: chi vive momenti rigenerativi all’aperto tende ad adottare comportamenti più sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
Le radici storiche: dallo Shinrin-Yoku agli studi contemporanei
Forest bathing (Shinrin yoku), nature therapyU. J. Alexander
Source link




