Cirio pronto a comprare Lingotto Fiere: “La Regione chiuderà la partita entro l’anno”
La Regione accelera sull’acquisto di Lingotto Fiere dai privati di Gl Events. “Entro quest’anno, insieme a Camera di commercio e Comune di Torino, intendiamo chiudere la partita di rendere pubblico lo spazio del Lingotto” ha annunciato il presidente Alberto Cirio durante la conferenza stampa di inizio 2026 al Grattacielo. La novità, ha fatto capire il governatore, è che la Regione sarebbe disposta a investire direttamente, facendo ricorso a fondi europei: l’operazione potrebbe essere definita nel corso dell’anno e perfezionata in quelli successivi.
Negli ultimi giorni Cirio si è incontrato con il sindaco Stefano Lo Russo e con il presidente della Camera di commercio Massimiliano Cipolletta. “Abbiamo individuato nella Camera il capofila delle trattative – aggiunge il presidente della Regione – Naturalmente il prezzo deve essere congruo e a fornire questa congruità sarà l’Agenzia del demanio”.


Non è un passaggio nuovo: già un paio di anni fa la Regione aveva annunciato di voler coinvolgere l’Agenzia del demanio perché fornisse una stima attendibile del valore dell’immobile. Poi l’intera procedura sembrava essersi incagliata. In passato si era parlato di un costo di 40 milioni di euro, poi la cifra pareva essere scesa a 20 milioni, a fronte però di altri 50 da spendere per i lavori di ammodernamento dei padiglioni.
Da anni gli spazi di Lingotto Fiere sono considerati inadeguati per ospitare eventi della portata, ad esempio, del Salone del Libro. Oltretutto il possesso da parte di una società privata di un importante polo fieristico come quello di Torino è considerato un’eccezione in un panorama che vede solitamente il pubblico in veste di proprietario e il privato in quello di gestore (modello che potrebbe essere ripetuto anche per il Lingotto).
Nel tempo la stessa Gl Events ha sollecitato le istituzioni a un intervento, ma il caso è stato sollevato ancora pochi giorni fa da Silvio Viale, presidente dell’associazione “Torino, la città del libro”, che detiene il marchio del Salone. “Crediamo che ci sia bisogno urgente di un centro fiere rinnovato: lo spazio che abbiamo a disposizione è uguale da più di 35 anni” ha detto durante la presentazione della prossima edizione della manifestazione. Parole che vanno lette anche all’interno del contesto, che vede nel 2027 scadere la convenzione tra Salone e Gl per l’utilizzo della struttura. Ora però i tempi sembrano maturi per una soluzione.
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