Abruzzo

Cicloturismo in Abruzzo, cresce il settore ma la sfida è attrarre più stranieri


Il cicloturismo cresce in Abruzzo e diventa una componente sempre più importante dell’economia turistica regionale, ma resta ancora molto da fare per attirare visitatori stranieri e prolungare la stagione oltre l’estate. A fotografare opportunità e criticità del settore è il nuovo rapporto di Bikeitalia, che raccoglie le esperienze di cinque operatori impegnati tra la Costa dei Trabocchi, la Maiella e il Gran Sasso.

Il documento, intitolato Il cicloturismo in Abruzzo: la voce degli operatori, è stato pubblicato venerdì 30 ottobre e mette a confronto i risultati delle imprese con i dati del turismo regionale, lo stato delle infrastrutture ciclabili e il posizionamento dell’Abruzzo rispetto alle altre regioni italiane.

Il punto di partenza è la crescita dei flussi turistici. Secondo i dati riportati nello studio, nel 2025 l’Abruzzo ha registrato 8,8 milioni di presenze, il 23% in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 40% per i pernottamenti degli stranieri. La crescita di questi ultimi è proseguita anche nel primo semestre del 2026, con un aumento del 14%.

Tra i settori che stanno beneficiando di questa tendenza c’è quello delle vacanze in bicicletta. Il rapporto Isnart-Legambiente Viaggiare con la bici 2026 colloca infatti l’Abruzzo al quarto posto in Italia per specializzazione nel noleggio di biciclette, con un indice doppio rispetto alla media nazionale.

Per comprendere quanto questo mercato incida sulle attività economiche, Bikeitalia ha intervistato cinque operatori: Wolftour di Penne, Il Bosso di Bussi sul Tirino, Isytravel by Bikelife di Francavilla al Mare, Majambiente di Caramanico Terme e Civitarese Viaggi di Ortona.

I risultati mostrano situazioni differenti. Per Il Bosso il cicloturismo rappresenta tra il 10 e il 15% del fatturato, affiancandosi ad attività come canoa e trekking. Per Isytravel, specializzata nei viaggi in bicicletta, la quota arriva invece al 78-80%. Wolftour è passata in pochi anni dal 10% al 30-40%.

«Non c’è mai stato un calo, il trend è sempre stato positivo», racconta Morena Pignoli di Wolftour.

A cambiare è anche il profilo dei visitatori. La diffusione delle biciclette a pedalata assistita ha ampliato il pubblico, coinvolgendo coppie, pensionati e gruppi aziendali, oltre a una clientela internazionale sempre più interessata a questo tipo di vacanza. Per Isytravel, spiega Claudio Di Dionisio, circa la metà dell’attività arriva dai Paesi scandinavi.

La principale attrazione resta la Via Verde della Costa dei Trabocchi, diventata uno dei riferimenti del cicloturismo abruzzese. Nell’estate 2026 sono stati inaugurati due nuovi tratti, a Ortona nord e a Casalbordino, mentre per il segmento regionale della Ciclovia Adriatica sono disponibili 24,5 milioni di euro di finanziamenti ministeriali, il 78,5% dei quali destinato a enti della provincia di Chieti.

Ma la crescita delle infrastrutture, secondo gli operatori, deve essere accompagnata da un’offerta adeguata di servizi. Non basta avere una pista ciclabile per trasformare il passaggio dei turisti in un’opportunità economica per le attività del territorio.

«Occorrono tanti servizi, occorre tanta accoglienza, dei chioschi, qualcosa che faccia sentire veramente il turista in festa», osserva Luciana Notarfranco Civitarese di Civitarese Viaggi, sottolineando la necessità di migliorare l’esperienza dei visitatori lungo la costa.

Il rapporto dedica ampio spazio anche alle aree interne, dove il cicloturismo offre possibilità di sviluppo differenti rispetto al turismo balneare. Tra parchi, Ciclovie della Transumanza, Percorsi di Ermes e Rete Ciclabile dei Trabocchi, l’Abruzzo dispone di oltre 1.500 chilometri di itinerari mappati.

«È vero che c’è la Costa dei Trabocchi, ma la montagna vince sempre», sostiene Pignoli, richiamando l’interesse dei cicloturisti per i percorsi naturalistici dell’entroterra.

Pierluigi Astrologo di Majambiente evidenzia invece la necessità di rendere questi itinerari più conosciuti e accessibili attraverso carte, guide aggiornate e una promozione mirata. L’obiettivo, secondo l’operatore, non deve essere quello di attirare grandi masse di visitatori, difficilmente sostenibili per i territori montani, ma sviluppare un turismo compatibile con le caratteristiche delle aree interne.

Nonostante la crescita, il posizionamento dell’Abruzzo sul mercato internazionale resta ancora limitato. Il Cycle Tourism Index 2026, elaborato da Bikenomist con Komoot, colloca la regione al quindicesimo posto su venti per attrattività nei confronti dei cicloturisti stranieri. Il risultato migliora leggermente durante l’estate, quando l’Abruzzo sale al quattordicesimo posto, ma peggiora in autunno, con una discesa al diciassettesimo.

Numeri che evidenziano la difficoltà di trasformare la disponibilità di percorsi e paesaggi in una destinazione riconoscibile durante tutto l’anno.

«L’Abruzzo ha già molto da offrire a chi viaggia in bici: una ciclovia sul mare che cresce ogni anno, parchi e borghi collegati da centinaia di chilometri di percorsi, operatori che hanno investito con convinzione», spiega Manuel Massimo, autore del rapporto e direttore responsabile di Bikeitalia.

«Abbiamo voluto dare la parola a chi lavora sul territorio ogni giorno. La crescita delle presenze e il peso del cicloturismo nei fatturati raccontano un settore in salute. La sfida ora è farlo conoscere di più a chi pedala e allungare la stagione oltre l’estate».

Il rapporto è disponibile gratuitamente sul sito di Bikeitalia.


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