“Noi, precari e studenti senza futuro”. La notte al Colosseo
Un villaggio di tende colorate steso sull’asfalto che guarda l’Anfiteatro Flavio, mentre i flussi di turisti stranieri sfilano con gli smartphone per scattare fotografie. Nel cuore della Roma archeologica, la rabbia sociale dopo lo sciopero di venerdì ha preso la forma di un campeggio urbano.
Un’azione simbolica che unisce diverse anime della contestazione cittadina: dagli studenti fuori sede ai lavoratori precari dei servizi, fino ai nuclei del Movimento per il diritto all’abitare.
Le storie sotto le tende: “Vivere a Roma è diventato un lusso”
Tra i vialetti del presidio le storie si sovrappongono e si somigliano. Molti dei giovani aderenti ai collettivi studenteschi OSA e Cambiare Rotta raccontano la fatica quotidiana nel sostenere il peso degli affitti e delle tasse universitarie in una città sempre più cara, accoppiata alla prospettiva di inserimento in un mercato del lavoro segnato da compensi insufficienti.
«Siamo qui perché non riusciamo più a mantenere una stanza o a pagare le spese per studiare — raccontano alcuni studenti dell’accampamento —. Lavorare per 600 o 800 euro al mese e pagarne 500 per un posto letto significa essere espulsi dalla città».
L’assemblea di domenica per decidere il futuro della piazza
L’accampamento di via dei Fori Imperiali si prepara ad affrontare la seconda notte all’aperto. La rete delle organizzazioni promotrici ha fissato il momento di verifica per domenica mattina alle 11, quando si terrà un’assemblea aperta a tutti i movimenti cittadini per coordinare le prossime azioni di lotta e stabilire i tempi di sgombero o proseguimento dell’occupazione del viale.
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