Piemonte

Chivasso, Attentato all’erede del boss della ’ndrangheta: arrestati padre e figlio

Tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso: è con queste accuse che nelle scorse ore la Squadra mobile della questura di Torino ha arrestato due uomini per l’agguato del 30 giugno scorso a Chivasso contro Francesco Ilacqua. Il 48enne era stato ferito alla coscia e all’avambraccio sinistri con cinque colpi di pistola. In manette sono finiti Gaetano e Andrea Ciconte,padre e figlio di origini calabresi di 72 e 41 anni: il più giovane ha sparato, l’altro lo ha accompagnato in auto e gli ha fatto da palo. Movente? Una “mancanza di rispetto” da parte di Ilacqua.

Si è conclusa così l’inchiesta aperta dai carabinieri di Chivasso e della procura di Ivrea, poi passata alla polizia e alla Dda, la direzione distrettuale antimafia. L’agguato era scattato alle 11.30 del mattino in via Paleologi, a pochi metri dalla casa di Ilacqua in vicolo San Pietro: ferito gravemente, l’uomo era stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino dov’è rimasto a lungo ricoverato.

Le indagini sulla sparatoria erano partite subito dalle testimonianze e dalle telecamere di videosorveglianza ma anche dall’analisi dei rapporti della vittima, erede del boss Pietro Ilacqua, uscito dal carcere da pochi mesi e con una lunga serie di precedenti penali, anche per associazione di stampo mafioso: anche lui anni fa era stato ferito in un agguato.

In questi quattro mesi gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dell’agguato, che sarebbe “maturato nell’ambito di contrasti di natura familiare, sviluppati in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista” come si legge nella nota della questura. Così si è stretto il cerchio intorno ai due accusati: il più giovane è finito in carcere, il padre invece agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Un intervento accelerato anche dalle conversazioni intercettate tra i due, che nei giorni scorsi hanno parlato di ulteriori ritorsioni per altre vicende personali. E infatti a casa del quarantaduenne i poliziotti hanno trovato e sequestrato una pistola calibro 6,35 già rifornita di munizioni e quindi pronta a fare fuoco. Per questo l’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.


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