chiuse 34mila attività in 6 anni, a rischio altre 1.500 nel 2026
Un’emorragia silenziosa che sta ridisegnando il volto urbano, la sicurezza e la tenuta economica dei quartieri capitolini. Dal 2019 al 2025, tra Roma e provincia, si registra la serrata definitiva di 34.387 attività commerciali.
Un bilancio drammatico presentato da Confesercenti nel corso di un presidio organizzato in viale Guglielmo Marconi 188, dove l’associazione di categoria ha avviato una raccolta firme per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare nazionale volta a salvare il commercio di prossimità.
L’iniziativa punta a raccogliere 50.000 sottoscrizioni su tutto il territorio nazionale per frenare un fenomeno che in Italia ha già portato allo spegnimento di 111.455 vetrine.
Dettaglio e mercati i più colpiti: persi 2,8 miliardi di euro
I dati della ricerca evidenziano l’impatto economico del crollo delle attività su strada:
I negozi di vicinato: Delle oltre 34mila chiusure registrate nell’area metropolitana, 18.789 riguardano il commercio al dettaglio tradizionale, con una perdita stimata di ricchezza pari a 2 miliardi e 818 milioni di euro.
Ambulanti e banchi: Sono 15.598 le concessioni cessate tra commercio ambulante su strada e banchi nei mercati rionali.
Le stime per il 2026: Il trend negativo proseguirà nell’anno in corso, dove si stimano ulteriori 1.500 cessazioni, di cui ben 200 concentrate nelle vie del centro storico di Roma.
Il nodo dell’online: «Ogni 100 euro spesi sul web, 70 lasciano il territorio»
Secondo il presidente di Confesercenti Roma, Valter Giammaria, la scomparsa dei negozi fisici non rappresenta soltanto un cambio nelle abitudini di consumo, ma mina la sicurezza e la socialità dei quartieri.
«Il commercio di vicinato agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Garantisce occupazione diffusa, manutenzione degli immobili e presidio di sicurezza», ha spiegato Giammaria.
L’analisi economica condotta dall’associazione calcola infatti che per ogni 100 euro spesi in un negozio di quartiere, circa 70 euro rimangono e ricircolano all’interno dell’economia locale; al contrario, la stessa cifra spesa sulle grandi piattaforme di marketplace online vede 70 euro delocalizzarsi istantaneamente al di fuori della residenza dell’acquirente.
La legge di iniziativa popolare mira proprio a quantificare e tutelare l’ecosistema economico di affitti, occupazione e tributi locali generato dalle vetrine su strada.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





