chiesto il rinvio a giudizio per il primario di Neurochirurgia Iacoangeli
ANCONA Rinvio a giudizio. È questa la richiesta formulata dalla Procura di Ancona nei confronti di Maurizio Iacoangeli, direttore della Clinica di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Al capo d’accusa già ipotizzato di truffa aggravata, ora i magistrati hanno aggiunto anche quello di indebita destinazione di denaro, una sorta di peculato. I fatti contestati a Iacoangeli risalgono al periodo compreso tra gennaio 2024 e marzo 2025.
L’accusa
Il primario avrebbe infatti utilizzato le strutture dell’ospedale regionale di Torrette per eseguire interventi chirurgici a beneficio di suoi pazienti che non erano però passati attraverso il Cup, e che quindi che non avevano ricevuto il loro posto nelle ormai interminabili liste d’attesa regionali. L’indagine condotta dai carabinieri dei Nas di Ancona, partita da una soffiata, ha portato ad accertare almeno 28 casi sospetti, pazienti di Iacoangeli che sarebbero stati operati a Torrette ma che sarebbero passati davanti a tutti gli altri. In certi casi, i clienti del professore arrivavano anche dal Lazio, dove prestava servizio in una clinica. Ma il direttore della Neurochirurgia aveva una struttura anche a Casette d’Ete, a Sant’Elpidio a Mare, in provincia di Fermo. Questo per quanto riguarda il secondo capo di imputazione, quello di simil-peculato.
L’altro fronte
La Procura chiede infatti il rinvio a giudizio di Iacoangeli anche per truffa aggravata ai danni dell’Azienda, visto che il professore aveva ricevuto 44mila euro a titolo di indennità di prestazione esclusiva nei confronti dell’ospedale pure continuando a svolgere prestazioni extra moenia, in regime di libera professione. Denaro, quei 44mila euro, che Iacoangeli avrebbe però subito restituito, ancor prima che si concludessero le indagini dei carabinieri dell’Antisofisticazione, che avevano anche sequestrato le cartelle cliniche e perfino il cellulare del medico. Nonostante siano passate alcune settimane dalla conclusione degli accertamenti, al momento non è stata ancora fissata l’udienza preliminare L’Azienda è comunque intenzionata a presentarsi in tribunale per costituirsi parte civile nel procedimento, quantificando nella stessa sede la propria richiesta di danni. L’incarico per l’assistenza legale è stato affidato dai vertici dell’Aoum all’avvocato Riccardo Leonardi del Foro di Ancona, già designato difensore dell’Azienda durante le indagini preliminari. Poi bisognerà vedere se il giudice concederà effettivamente il rinvio a giudizio chiesto dalla Procura per il primario.




