chi è il 24enne che ha trionfato con innovazione e tecnica
“Era già tutto previsto”, cantava Riccardo Cocciante. Eppure nelle ultime puntate di Masterchef, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy i tanti fan del programma avevano visto vacillare le loro certezze. Dopo l’eliminazione prima di Matteo Lee e poi di Alessandro Segantini, due concorrenti dati per certi nella finale a tre, nulla era già scritto. Così con una finale inaspettata, con soli due aspiranti chef a sfidarsi con i loro menu al posto dei soliti tre, Masterchef ha saputo sorprendere ancora. Dopo una mistery box a base di pesce gatto e un Invention incentrato su ingredienti da piatti stellati, allo scontro finale sono arrivati Matteo Canzi, con il suo menu Tutto di me, e Carlotta Bertin con il suo “L’equilibrio nel gusto“: più innovativo e ricco di tecnica il primo, più giocato sui sapori il secondo, alla fine a trionfare è stato il 24enne brianzolo, comunque tra i favoriti fin dai cooking show.
Chi è il vincitore
“Ho vinto davanti alla mia famiglia, ho vinto davanti a tutti. Ho vinto facendo la cucina che voglio fare io“. Con queste parole Matteo Canzi, detto Teo, ha celebrato la vittoria. Brianzolo di 24 anni e studente di International Marketing, ha raccontato di aver sempre avuto le mani in cucina fin fa piccolissimo quando si divertiva a “sporcare la cucina con mia nonna”. L’illuminazione, poi, quattro anni fa quando a Natale ha preparato per la prima volta un piatto pieno di tecnica per la sua famiglia: il filetto alla Wellington. “Era riuscito molto bene, quindi questa è la mia strada”, ha raccontato. Da allora ha studiato e sperimentato, portando anche nel suo menu della finale piatti pieni di tecniche particolari, come l’affumicatura. Appassionato di cucina spagnola e giapponese, ama gli sport e ne ha praticati diversi prima di rallentare per un infortunio. Entrando in Masterclass ha parlato anche dei suoi studi, raccontando di come inizialmente i suoi genitori non fossero proprio convintissimi della sua passione per la cucina. Un particolare emerso anche durante la finalissima quando, dopo la proclamazione del vincitore, il giudice Antonino Cannavacciuolo si è avvicinato al 24enne ricordandogli il suo obiettivo: “Non ti perdere in cazzate, devi dimostrare a lui”, ha detto lo chef indicandogli il padre. Canzi ha vinto così 100mila euro in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La scuola internazionale di cucina italiana e la pubblicazione del suo primo libro di ricette “Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si cucina”, in uscita il 12 marzo (Baldini+Castoldi)
La semifinale con la Mistery stellata
Prima di arrivare alla finalissima a due la strada per Carlotta e Teo. I due hanno dovuto affrontare insieme a Dounia e Matteo Rinaldi una Mistery Box e un Invention Test ideati dallo chef Norbert Niederkofler, 3 stelle Michelin e 1 stella Verde all’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (Bolzano), che ha portato in Masterclass la sua incredibile filosofia culinaria “Cook the Mountain”. Lo chef ha proposto ai quattro semifinalisti prima un piatto da replicare a base di pesce gatto poi, dopo la salita in balconata del primo finalista, Teo, tre piatti da cui prendere spunto. Il piatto di Carlotta alla fine, contro quelli di Dounia e Matteo Rinaldi, è risultato migliore garantendole così la casacca per la finalissima.
Tecnica contro semplicità: i due menu della finale
Anche la finalissima non è stata priva di imprevisti per Teo e Carlotta che hanno portato ad Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli due menu rappresentativi della loro idea di cucina e, possiamo dire, anche del loro percorso all’interno del programma.
La chef Chiara Pavan, una delle protagoniste di quest’edizione, ha fatto inaspettatamente preparare ai due super finalisti un amuse-bouche a base di fiori commestibili. L’imprevisto ha colto in castagna il vincitore, Teo, mentre Carlotta ha giocato una carta sempre vincente, quella della frittura. Ad assaggiare i due secondi piatti dei rispettivi menu è poi “apparso” chef Giancarlo Perbellini, tre stelle Michelin.
Ma cosa hanno portato i due aspiranti chef ai tre giudici?
Teo, il vincitore, ha voluto trasportate i giudici nel suo mondo, un “percorso personale in quattro tappe – ha spiegato – che parla di infanzia, scelte difficili, coraggio e crescita”. Con “Tutto di me”, Canzi ha fatto assaggiare agli chef un antipasto chiamato “Il primo chiodo”, un chawanmushi di brodo dashi, verdure in giardiniera, nido di porro croccante e carota “a chiodo”, rivisitazione della “zuppa del chiodo nata con mia nonna Egidia”. Poi il vincitore ha stupito gli chef con il primo, chiamato “Confronto”, un risotto affumicato alla zucca con pesce gatto e crema di porcini, una “strada sicura”, ha detto Teo, che rappresenta la sua “voglia di rompere gli schemi”. Come secondo l’aspirante chef ha proposto un piatto a base di piccione cotto a bassa temperatura, purè affumicato di patata e topinambur, tarassaco saltato, gastrique al porto rosso e cipolla fondente (poi non presentata per un imprevisto), dal titolo “Il coraggio di cambiare”, presentato come “omaggio al piatto che mi ha fatto entrare in Masterclass”. Infine con il dessert, “La ciliegina sulla torta”, Teo ha voluto chiudere un cerchio con “tecnica e gioia”, una firma sul suo percorso fatto anche di molta manualità che lo ha portato a presentare ai tre giudici un semifreddo al mascarpone e yogurt greco, cuore di ciliegie marinate all’aceto balsamico e la sua salsa.
Meno tecnico ma sulla carta ricco di gusto il menu proposto da Carlotta. Quattro piatti che però non hanno convinto appieno Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli. Con il suo “L’equilibrio nel gusto”, la 25enne di Candelo (Biella), ha proposto un percorso fatto di “ingredienti semplici” spiegando che per lei “la forza del gusto sta nell’equilibrio delle cose essenziali”. Così Carlotta ha portato davanti ai tre giudici “Illusione”, un antipasto basato su un finto pomodoro ripieno di panzanella servito con acqua di pomodoro. Come primo la 25enne ha proposto invece “Vitimi”, dei cappelletti ripieni di blu di capra, serviti su salsa di peperoni di Carmagnola, zest di cipollotto rosso all’aceto balsamico, mentre come secondo, il piatto che più ha convinto i giudici, Carlotta ha presentato “Umami selvatico”, un filetto di cinghiale con il suo fondo e bieta in due consistenze. Elegante nell’aspetto ma non equilibratissimo nel gusto il suo dolce “Sottovoce”, un lingotto di cioccolato fondente ripieno di crema al mascarpone aromatizzata al sambuco, mele al profumo di cannella e sambuco (poi non presentate) e spuma al caffè.
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