Liguria

Centri storici, al via le “passeggiate urbanistiche”. Coppola: “Lettura collettiva dei quartieri per costruire nuove tutele”

Genova. Una città policentrica, dove il concetto di “centro storico” supera i confini tradizionali del perimetro Unesco per abbracciare le tante anime che oggi, esattamente da in secolo, compongono la Grande Genova. Da questa base parte il progetto delle “passeggiate urbanistiche“, presentato questa mattina dall’assessora Francesca Coppola, che vedranno delle vere e proprie esplorazioni all’interno delle parti più antiche dei quartiere genovesi per limare e circoscrivere le identità e la memoria dei territori urbani, che poi saranno definite all’interno del nuovo Piano urbanistico comunale.

L’iniziativa, che si inserisce nella “visione” della “città dei 15 minuti”, delega della stessa Coppola, punta quindi ad iniziare un percorso di condivisione sui territori per tracciare nuovi confini di tutela per le parti più storiche e identitarie di Genova. “Le passeggiate urbanistiche nascono da un’idea semplice: la città non si comprende soltanto dalle mappe, ma camminandola insieme – spiega l’assessora all’Urbanistica – Attraverso queste passeggiate costruiremo una lettura collettiva dei quartieri, riconoscendo i luoghi, le relazioni, le memorie e gli spazi che le comunità considerano centrali per la propria identità. Definire i perimetri dei centri storici significa dare valore a questi elementi e tradurli in scelte urbanistiche. Non stiamo tracciando linee che separano, ma riconoscendo ciò che tiene insieme una comunità. Vogliamo costruire un Piano Urbanistico Comunale più vicino alla città reale e ai suoi abitanti, perché la pianificazione non sia un esercizio tecnico distante dai territori, ma uno strumento capace di ascoltare, comprendere e accompagnare le trasformazioni della città”.

Questi perimetri rappresenteranno la base per un cambiamento normativo e di rigenerazione: “L’individuazione di questi centri storici urbani, oltre a portarci a definire una disciplina urbanistica che li valorizzi, sarà anche il perimetro dentro il quale individuare delle aree di rigenerazione urbana, lavorando sui vuoti che questi quartieri ci esprimeranno – ha specificato Coppola durante la presentazione stampa – Quindi abbiamo messo in campo anche dati che ci possono orientare verso le azioni di possibili trasformazioni. Noi abbiamo tracciato questi primi perimetri sulla base di una ricognizione tecnica, ma l’obiettivo è di condividere con i municipi e la cittadinanza un altro tipo di conoscenza del territorio, che magari all’interno degli uffici è difficile avere, e che riguarda più che altro l’identità e il sentimento di appartenenza che hanno le persone e gli abitanti che li vivono“.

coppola

Per farlo, l’assessorato ha scelto una modalità di ascolto decisamente informale e dinamica: da qui la genesi delle “passeggiate urbane”, che prenderanno il via da Pegli (con appuntamento il 26 giugno) e Voltri (il 27 giugno) per poi fermarsi nei mesi più caldi di luglio e agosto e riprendere a settembre. Sono perimetri che porteremo in passeggiata in maniera assolutamente flessibile – sottolinea l’assessora, raccomandando ai partecipanti un abbigliamento comodo – In base a quelle che saranno le condivisioni, potranno essere modificati. Lo strumento della passeggiata è davvero un “pretesto” – spiega Coppola – un pretesto per andare sul territorio, per comunicare che questa è la città dei borghi e partire dall’identità. È un modo alternativo di non fare semplicemente una commissione o un’assemblea pubblica: lo facciamo insieme, camminando e facendoci raccontare quello che il territorio da chi lo vive”. Le Passeggiate, libere e gratuite, toccheranno tutti i centri storici della città, con la presenza di esperti e tecnici. Previsto il riconoscimento dei crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli architetti.

“Questa iniziativa – aggiunge l’assessore alla Partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione Davide Patrone – è un importantissimo strumento di partecipazione che apre una finestra importante sul dialogo tra cittadini, amministrazione e Municipi. Il coinvolgimento della cittadinanza nei processi decisionali e nella redazione di strumenti fondamentali come il PUC è un’esperienza di condivisione fondamentale, perché si radica nell’esperienza di chi la città la vive ogni giorno e può portare nuovi e inediti punti di vista che altrimenti rischierebbero di passare in secondo piano. La partecipazione è un elemento cardine della nostra amministrazione e con le Passeggiate Urbanistiche vogliamo aggiungere un tassello in più a questa collaborazione civica tra cittadini e amministratori”.

La prospettiva del Puc, tra riscrittura e grandi varianti

Lo sfondo del progetto delle passeggiate urbanistiche resta quello del Puc, per il quale la giunta Salis ha da sempre riservato attenzione e spinte progettuali. Su questo fronte, come specificato dalla stessa Coppola, il dibattito è sul metodo tra le due alternative: la riscrittura o l’intervento con grandi varianti. L’obiettivo principale resta però la modernizzazione: “Il nostro strumento ha 10 anni – osserva Coppola – non è vecchissimo rispetto al panorama italiano, in cui ci sono PRG del 1994 o del 1997, ma è nostra intenzione renderlo maggiormente attuale. La richiesta che abbiamo continuamente dagli ordini professionali è che sia uno strumento flessibile, che possa aprire a modalità nuove, cosa che l’attuale impianto normativo rigido non permette. Stiamo ragionando molto su cosa ci consenta di rendere questo strumento più appetibile per chi poi ci deve lavorare. Non sappiamo ancora se un Puc da zero permetta di avere questa flessibilità o se sia maggiormente appetibile lavorare sulle varianti”.

Un ruolo chiave in questa partita lo giocherà anche il nuovo strumento ambientale: “Abbiamo l’occasione del nuovo piano del verde che, su indicazioni tecniche, sarebbe più corretto chiamare ‘Piano della Natura’m perché tiene insieme più sistemi naturali – conclude Coppola – Avendo questo strumento nuovo che andiamo a inserire, lo strumento urbanistico diventa un’enorme occasione. Con l’assessore Robotti abbiamo parlato di mettere mano ad alcuni aspetti per avere degli strumenti che possano integrarsi tra loro, avere gli stessi richiami e gli stessi rimandi, così da andare compatti e con un’unica visione”.




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