ce ne sono tanti ma qual è il più bello di tutti?
Trovare il miglior videogioco di Ken il Guerriero non è così semplice come potrebbe sembrare. Negli anni Kenshiro è stato proposto sottoforma di arcade, musou, picchiaduro, con adattamenti spesso dimenticabili. Alcuni sono diventati cult, altri si sono limitati a sfruttare il nome della serie.
Se però bisogna sceglierne uno, considerando la capacità di catturare davvero lo spirito di Hokuto no Ken, allora il nome è quello di Fist of the North Star: Lost Paradise.
Ken il Guerriero e i videogiochi
Il rapporto tra Ken il Guerriero e i videogiochi è sempre stato complicato. Già negli anni Ottanta uscirono diversi adattamenti tra Famicom, Master System e Mega Drive, ma molti soffrivano i limiti tecnici dell’epoca. In Occidente, poi, il problema era ancora più evidente. Basti pensare a Black Belt, gioco Sega arrivato fuori dal Giappone con Kenshiro trasformato in un karateka generico perché il manga era praticamente sconosciuto.
Per anni è mancato un titolo davvero capace di restituire il peso del personaggio. Uno dei primi a riuscirci fu Hokuto no Ken di Arc System Works, il picchiaduro arcade uscito nel 2005. Ancora oggi tanti fan lo considerano leggendario. È velocissimo, tecnico, pieno di combo folli e di riferimenti all’anime originale. Però è anche un gioco molto chiuso nel suo mondo competitivo. Se amate i fighting game è probabilmente il miglior Ken mai realizzato, se invece cercate un’esperienza più completa, il discorso cambia.
Poi arrivarono i Ken’s Rage, con Koei Tecmo che infilò Kenshiro nella struttura musou di Dynasty Warriors. L’idea funzionava: centinaia di nemici da spazzare via a colpi di Hokuto Shinken. Il problema era la ripetitività. Il primo episodio convinse solo in parte, mentre Ken’s Rage 2 divise parecchio. Alcuni fan lo adorano ancora oggi perché racconta gran parte della storia originale e offre tantissimi personaggi giocabili. La critica, invece, lo accolse in modo molto più freddo.
Lost Paradise è il miglior videogioco di Ken?
Lost Paradise riesce dove gli altri erano caduti. Sega affida il progetto al Ryu Ga Gotoku Studio, gli autori di Yakuza e la qualità si sente subito. Non c’è solo il combattimento, c’è una città da esplorare, ci sono attività secondarie assurde, corse nel deserto, personaggi sopra le righe e momenti che passano dal dramma totale alla comicità sopra le righe nel giro di pochi minuti.
E forse è proprio questo che lo rende un ottimo prodotto, perché Hokuto no Ken non è mai stato solo violenza. La storia sa trasmettere malinconia ed è anche tragico, perché parla di un mondo disperato in cui i personaggi devono sopravvivere. Lost Paradise capisce perfettamente questa cosa. Quando Kenshiro aiuta la gente di Eden, combatte nell’arena o si ritrova coinvolto in situazioni quasi ridicole, il gioco non tradisce la serie, anzi.
Non è un titolo perfetto. Tecnicamente mostra diversi limiti e alcune attività si trascinano più del dovuto, però è il primo gioco di Ken il Guerriero che riesce davvero a far convivere tutto: l’azione brutale, il fan service, il dramma e quella follia tipica della serie che i fan conoscono bene.VAI SUBITO AL PRODOTTO SU AMAZONPer questo Lost Paradise resta ancora oggi il miglior videogioco di Ken il Guerriero. Non perché sia il più fedele o il più tecnico in assoluto, ma perché è quello che più di tutti riesce a farci vivere Kenshiro dentro il suo mondo. Vuoi provarlo? Lo trovi in vendita su Amazon a meno di 30 euro.
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