Catanzaro, un tesoro chiamato panchina
Il valore della panchina. Non sono riserve, ma alternative vere e proprie se quando entrano riescono a incidere. Per questo non si può più definire una riserva Gabriele Alesi, che da subentrato ha segnato due gol decisivi (col Venezia all’andata e a Pescara) e pure contro la Carrarese e l’Empoli ha dimostrato di avere uno spirito di cui non si può fare a meno, giocando benissimo. Sfacciataggine, talento e fame, volendo definire in tre parole il ventiduenne di Alcamo che il ds Polito ha preso dal Milan Futuro: «Ho la fame di un ragazzo che ha il sogno di arrivare in Serie A e quando entro, che siano 10, 15 o 45 minuti, do sempre tutto quello che ho per fare bene», spiegava nella sala stampa del “Ceravolo” dopo la rimonta sull’Empoli, piegato 3-2 nonostante all’intervallo fosse in vantaggio di due reti.
Al rientro in campo il Catanzaro l’ha messo sotto e Alesi, schierato per la prima volta da esterno sinistro al posto di D’Alessandro, come al solito non si è limitato a fare la comparsa: «Sto crescendo tanto per lo stadio e per quanto ti gasano i tifosi oltre che per gli allenamenti e i compagni, bravi e forti, che aiutano noi più giovani giorno dopo giorno. Io esterno? In C ho giocato da “quinto” e lo posso fare anche se mi trovo meglio da mezzala», ha detto accennando al ruolo preferito, nel quale a un certo punto Aquilani l’ha riportato anche nella gara con l’Empoli.
Al Milan per più di 6 anni (da quando ne aveva 15), Alesi ora è un patrimonio del Catanzaro che gli ha fatto firmare un contratto fino al 2028: «Cosa mi aspettavo arrivato qui? Niente, nel senso che cerco sempre di dare tutto e punto molto su me stesso, quindi so cosa posso fare e in un certo senso sono sorpreso e non sorpreso per come sta andando», ha aggiunto il centrocampista. Per lui, domenica scorsa, era stata la seconda volta in cui ha giocato 45 minuti: «Quando mi vedrete dall’inizio? Non lo so, speriamo presto», ha risposto ridendo. I giallorossi se lo coccolano come fanno con gli altri giovani in rampa di lancio (Liberali, Rispoli, il coetaneo Favasuli) e una panchina sulla quale non siedono delle riserve: «La A sarebbe un grandissimo obiettivo, continuiamo a dare il massimo».
Source link




