Calabria

Catanzaro, Possanzini in pole per la panchina

Ciro Polito sta provando a chiudere il cerchio sul nuovo allenatore. Il direttore sportivo si è lanciato nella caccia fin da quando ha raggiunto l’intesa con il club per il rinnovo del contratto anche se non è partito da zero, visto che alcuni sondaggi li aveva compiuti prima, consapevole che sarebbe stato sostanzialmente impossibile trattenere Aquilani al Catanzaro.
Nelle ultime ora pare siano aumentate le possibilità di Davide Possanzini, anche se in lista rimangono sempre Michele Mignani e Guido Pagliuca (quest’ultimo più vicino al Cesena) e non va escluso un colpo a sorpresa, magari con un giovane emergente proveniente dalla Serie C il cui profilo è stato finora tenuto riservato.
Comunque Possanzini è il tecnico che più di ogni altro, fra i nomi sul tavolo, pratica un tipo di calcio che si sposa perfettamente con le caratteristiche dei calciatori giallorossi. L’ex Mantova era stato abbastanza vicino alla Sampdoria, però la virata dei liguri su Fabio Pecchia sarebbe decisa, di conseguenza le quotazioni in blucerchiato del cinquantenne marchigiano sono diminuite, pur non essendo scomparse.
Possanzini è un profilo che piace pure alla proprietà dei giallorossi e non da oggi, perché era stato seguito con attenzione e interesse nell’anno della sua promozione in B con il Mantova e, in quello successivo, aveva lasciato una bella impressione nello scontro diretto al “Ceravolo”.
Ex vice di De Zerbi per sette stagioni, da Foggia fino all’esperienza nello Shaktar Donetsk, di fatto interrotta dall’invasione russa in Ucraina, quando si è messo in proprio è finito nel trita-allenatori di Cellino a Brescia (appena due gare in B dopo una mezza stagione in Primavera), ma si è rifatto nella città di Virgilio, al netto dell’esonero subito nello scorso campionato a dicembre.
L’unica differenza per quanto offerto dal Catanzaro negli ultimi due anni è la composizione della difesa, che Possanzini ha sempre schierato a quattro mentre in giallorosso hanno giocato tre elementi, però questo non dovrebbe rappresentare un grosso problema, un po’ perché il mercato consente di agire in base alle esigenze, ma soprattutto perché i principi praticati sono molto simili e non cambiano con uno schieramento differente.
Polito però non si è soffermato solo su Possanzini e in questi giorni è alle prese con ragionamenti a raggio più ampio: quelli che riguardano Mignani e Pagliuca sono ormai conosciuti, nel senso che uno ha già gestito in passato gruppi di un certo livello (soprattutto a Bari), mentre il secondo è garanzia di un calcio offensivo e spettacolare, però è pure quello più vicino a trovare sistemazione considerando il dialogo in fase molto avanzata con il Cesena (che tuttavia non ha ancora chiuso).
L’ultima pista porta a un tecnico emergente della Serie C, anche se i nomi filtrati o fatti filtrare in queste settimane sulle frequenze di mercato non hanno trovato riscontri o, in alcuni casi, sono stati completamente smentiti. Oggi, comunque, potrebbe essere una giornata decisiva: di sicuro il Catanzaro non sceglierà il prossimo allenatore a luglio com’era successo due anni fa con Caserta.


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