Basilicata

Catanzaro, frode da 19mln di euro nella onlus per bambini

La Guardia di Finanza di Catanzaro scopre una maxi frode da 19 milioni di euro ai danni di una ONLUS del settore socio-sanitario. Arresti domiciliari per un imprenditore siciliano e sequestro della società nata per svuotare l’ente.


Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha smascherato un complesso sistema di distrazione di fondi che ha coinvolto una ONLUS della provincia, attiva da anni nei servizi di assistenza e riabilitazione per anziani e persone con disabilità.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ha portato alla luce una serie di condotte illecite messe in atto dai membri del Consiglio di amministrazione, in concorso con un imprenditore di Palermo.

Creata una newco “Karol Betania” per svuotare la ONLUS

Secondo quanto accertato dagli investigatori, il gruppo avrebbe dato vita a una nuova società, una “newco”, in cui sono confluite le attività operative della ONLUS in stato di liquidazione giudiziale. La nuova società – della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato – avrebbe assorbito la parte più produttiva dell’ente, lasciando alla vecchia ONLUS solo debiti e passività.

Gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro hanno documentato che la ONLUS risultava insolvente dal 2016, con un accumulo di debiti tributari e previdenziali superiori a 19 milioni di euro fino al 2023.

Contratti fittizi e cessione mascherata del ramo d’azienda

Le indagini hanno rivelato che, poco prima della liquidazione, la ONLUS aveva concesso in affitto alla newco l’intero complesso aziendale senza ricevere alcun corrispettivo per quattro anni, un valore stimato in oltre 4,2 milioni di euro.
In pratica, si trattava di una cessione occulta del ramo d’azienda, poiché la nuova società aveva acquisito anche gli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, fondamentali per la generazione dei ricavi.

Arresti domiciliari e sequestri
Su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro ha disposto per l’imprenditore siciliano la misura cautelare degli arresti domiciliari e il divieto di esercitare attività imprenditoriali o professionali.
Le accuse contestate includono bancarotta fraudolenta distrattiva e autoriciclaggio, con riferimento alla creazione della nuova società e al successivo svuotamento patrimoniale dell’ente originario.

Nel frattempo, il GIP ha emesso un sequestro preventivo impeditivo nei confronti della newco – ritenuta strumento per le condotte illecite – e un sequestro ai fini della confisca per un ammontare di oltre 644 mila euro, corrispondente agli utili ottenuti nel biennio 2022-2023.

Abuso di posizione dominante e illecito amministrativo
Gli inquirenti hanno inoltre rilevato che la S.p.A. siciliana, di cui l’imprenditore era socio di riferimento, esercitava un controllo dominante nella governance della newco. Questa posizione avrebbe permesso un sistematico drenaggio di liquidità verso la società capogruppo, senza alcuna giustificazione economica.

Alla stessa newco è stato contestato l’illecito amministrativo previsto dall’articolo 25-octies del D.Lgs. 231/2001, legato alle operazioni di autoriciclaggio riconducibili al proprio legale rappresentante.

Indagini ancora in corso
La Procura di Catanzaro ha precisato che i provvedimenti cautelari e i sequestri sono stati disposti sulla base delle attuali risultanze investigative.
Gli indagati restano presunti innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna.


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