Castelnuovo d’Avane, 6,8 milioni dalla Regione per completare la rinascita del borgo

La giunta regionale toscana ha approvato l’accordo di programma con il comune di Cavriglia per il recupero del borgo di Castelnuovo d’Avane, conosciuto anche come Castelnuovo dei Sabbioni. L’intesa stanzia un contributo straordinario di 6 milioni e 800 mila euro, che si aggiunge ai 20 milioni già finanziati con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il piano di ripopolamento (con affitti calmierati)
Un borgo con una storia drammatica
Castelnuovo d’Avane è stato un centro fiorente fino alla seconda guerra mondiale, quando nel luglio del 1944 fu teatro di un eccidio nazista in cui morirono 73 persone. Successivamente il paese e l’area circostante furono espropriati da Enel per lo sfruttamento delle miniere di lignite. Con la chiusura delle miniere nel 1994, il territorio è tornato al comune, che ora punta a farlo tornare abitato.
La Toscana ha selezionato Castelnuovo d’Avane tra 46 piccoli centri che hanno partecipato a un bando regionale nell’ambito delle opportunità offerte dal Pnrr, che assegnava a ogni regione la possibilità di spendere 20 milioni per il ripopolamento di un borgo di particolare significato.
Il progetto e i fondi aggiuntivi
Il progetto complessivo prevede l’insediamento di attività commerciali, appartamenti ad affitto calmierato, strutture ricettive, formazione professionale per i giovani, social housing per le persone più anziane e una nuova vita per il museo delle miniere. I quasi 7 milioni aggiuntivi messi a disposizione dalla regione serviranno per opere di urbanizzazione e viabilità interna, percorsi pedonali, aree comuni e il recupero della terrazza panoramica che si affaccia sul borgo e sul lago.
L’erogazione del contributo straordinario è scaglionata nel tempo: 2 milioni nel corso del 2026, altri 3 milioni e 800 mila euro nel 2027 e un milione nel 2028.
“La riqualificazione e il ripopolamento del borgo – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – troveranno completamento nei progetti, servizi, abitazioni e riqualificazione museale, assieme alla creazione di centri per la formazione e l’assistenza a giovani e anziani che faranno di Castelnuovo d’Avane un esempio nazionale. Con questo contributo straordinario andiamo a completare quanto coperto dalle risorse nazionali”.
“Con queste ulteriori risorse – conclude Giani – siamo certi che l’intervento programmato posso essere realizzato e concludersi con successo. Presto il borgo abbandonato rinascerà a nuova vita”.
“Castelnuovo d’Avane è una responsabilità enorme che abbiamo assunto verso la memoria, verso la rigenerazione e verso il futuro”, afferma l’assessore regionale Filippo Boni. “Restituire vita a questo borgo semi abbandonato significa riconnettere una comunità alle proprie radici, trasformando una ferita della storia in un luogo di incontro, lavoro e nuove opportunità. Vogliamo che qui tornino abitanti, giovani, attività, servizi e quotidianità: non un borgo da contemplare, ma un paese da vivere. Castelnuovo d’Avane può davvero diventare un esempio internazionale di come una comunità, quando istituzioni e territorio camminano insieme, sappia trasformare l’abbandono in rinascita”.
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