Umbria

Caso Fentanyl a Perugia, tre a processo per favoreggiamento

di Chiara Fabrizi

È stato firmato nei giorni scorsi dall’ormai ex procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, il decreto di citazione a giudizio per un’apicale e due operatori sociali di Borgorete, la coop che gestisce per conto della Usl 1 «servizi di riduzione del danno per i soggetti assuntori di sostanze stupefacenti». I tre sono accusati di favoreggiamento nell’ambito del fascicolo scaturito dalla dose di eroina contenente Fentanyl spacciata a Perugia, facendo così scattare la relativa allerta nazionale. A febbraio prossimo, dunque, si aprirà il processo a carico di una donna di 54 anni, che riveste un ruolo di vertice in Borgorete, e di due operatori, uno 45enne, con ruoli anche di responsabilità direttiva, e l’altro 42enne, che è quello a cui materialmente l’assuntore avrebbe consegnato una piccola parte della dose di eroina col Fentanyl.

In particolare, l’operatore 45enne è stato sentito il 4 maggio 2024 come persona informata sui fatti dagli uomini della squadra mobile di Perugia a cui, secondo la Procura di Perugia, in accordo e su richiesta della 54enne, avrebbe però rappresentato circostanze non vere sulle modalità di consegna dell’eroina, sostenendo di non essere in grado di fornire agli investigatori elementi utili all’identificazione del consumatore, a cui i poliziotti erano interessati per risalire al pusher che aveva venduto la dose.

In questo senso, lo stesso 45enne il giorno seguente avrebbe inviato via mail alla squadra mobile di Perugia la scheda redatta al momento della consegna della dose: un documento, questo, che viene considerato dagli inquirenti artefatto e diverso da quello effettivamente redatto dall’altro operatore, il 42enne, a cui l’assuntore avrebbe materialmente consegnato la dose. Nella scheda, in particolare, sarebbero stati omessi dati significativi riferiti al consumatore, come età, sesso, titolo di studio, motivo per cui il 45enne e la 54enne di Borgorete vengono accusati di aver ostacolato le indagini ai fini dell’individuazione del consumatore e di conseguenza del pusher. Lo stesso operatore 42enne, a cui l’assuntore ha consegnato la dose di eroina, dovrà difendersi dall’accusa di favoreggiamento, perché sentito a sommarie informazioni anche lui avrebbe affermato il falso, a seguito di specifica richiesta del collega 45enne, dichiarando di non conoscere il consumatore, che invece per la Procura conosceva anche personalmente.

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