Case signorili, in Umbria probabile valore catastale superiore a quello reale
di M.T.
In Italia le abitazioni classificate come “signorili” (categoria catastale A/1) sono pochissime, rappresentando appena lo 0,1% dello stock residenziale nazionale. Queste case, di metratura ampia e rifiniture pregiate, anche se abitate come prima casa, non godono delle esenzioni Imu, con saldi che possono superare i 5mila euro annui per unità.
Applicando i dati nazionali all’Umbria, si può stimare una presenza limitata di residenze A/1, concentrate soprattutto nei centri storici e nelle zone urbane di maggior pregio. I valori medi degli immobili umbri sono inferiori alla media nazionale, suggerendo che anche le eventuali unità A/1 umbre potrebbero avere rendite catastali elevate rispetto al loro reale pregio.
Il problema principale è la discrepanza tra classificazione catastale e stato effettivo dell’immobile. Esperienze in Piemonte e Liguria hanno dimostrato che molti appartamenti una volta signorili oggi presentano caratteristiche ordinarie: riduzione dei servizi, degrado del contesto urbano, assenza di manutenzione. In questi casi la giurisprudenza ha riconosciuto il diritto al declassamento e alla riduzione dell’imposizione fiscale.
In Umbria, quindi, è probabile che alcune unità A/1 siano ancora soggette a tassazione piena pur avendo perso le caratteristiche originarie. Senza dati catastali pubblici aggiornati, le stime restano ipotetiche, ma il quadro nazionale e le caratteristiche locali suggeriscono una pressione fiscale potenzialmente sproporzionata. Una verifica puntuale caso per caso, con professionisti e visure aggiornate, appare l’unica strada per adeguare le rendite al valore reale e limitare il carico fiscale eccessivo.
Source link




